MARTEDÌ 30 GIUGNO 2015, 000:30, IN TERRIS

30 GIUGNO, IL GIORNO CON UN SECONDO IN PIÙ

Gli scienziati sono stati costretti a tarare gli orologi a causa del rallentamento della Terra

STEFANO CICCHINI
30 GIUGNO, IL GIORNO CON UN SECONDO IN PIÙ
30 GIUGNO, IL GIORNO CON UN SECONDO IN PIÙ
Quella odierna sarà una giornata più lunga del solito, anche se di poco… un solo misero secondo. Alla fine del 30 giugno, infatti, dopo le 23h 59m 59s, ci saranno le 23h 59m 60s, per poi arrivare – finalmente – alle 0h 0m 0s del 1 luglio. Gli ultimi battiti di questo fine mese saranno così scanditi da un minuto di 61 secondi anziché dei canonici 60! Il motivo? La rotazione della Terra attorno a se stessa. Il nostro mondo rallenta un po’ il suo moto – circa 2 millesimi di secondo al giorno – ed allora gli scienziati giustamente ne devono tener conto. La durata del giorno dipende proprio da quanto ci mette il globo a fare una rotazione completa. Normalmente sono 24 ore, o meglio 86.400 secondi, ma non è sempre così. In alcuni casi la Terra “se la prende comoda” a causa di vari fattori. Innanzitutto per l’attrazione luni-solare, che tra l’altro è quella che genera le maree, poi c’è lo spostamento delle masse negli strati profondi del sottosuolo prodotto dai terremoti di elevata magnitudo e anche lo scioglimento dei ghiacciai…

Altri motivi sono dovuti alla differente distribuzione delle masse all'interno di quel “grande sconosciuto” che è il nucleo terrestre, alle sue oscillazioni, e al fatto che la Terra, nel moto di rivoluzione intorno al Sole, forma una ellissi. A sovrintendere l’operazione di taratura del cosiddetto Tempo universale coordinato (Utc) è l’International Earth Rotation Service (Iers), organismo che calcola la durata esatta della rotazione terrestre e del giorno solare. Gli orologi atomici al Cesio (che calcolano il secondo in base alla frequenza di risonanza di questo atomo), i più precisi strumenti che abbiamo per misurare il tempo, dovranno tenere conto di questo piccolo ma importante scarto di un secondo. Il primo aggiustamento temporale, chiamato “secondo intercalare” (in inglese “leap second”) è stato introdotto il 31 dicembre 1971, mentre l’ultimo il 30 giugno 2012. Tali modifiche sono fondamentali perché da esse dipende la sincronizzazione dei satelliti (e quindi dei Gps) e di vari sistemi, come quelli informatici e finanziari.
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