La Basilica di San Pietro, il cuore della cristianità come fondato sulla fragilità accolta che fiorisce in roccia. A Interris.it, il cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano e Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, sottolinea come la combinazione del Natale e del Giubileo sia provvidenziale, poiché in Pietro si addensa la speranza resa possibile dall’Incarnazione di Cristo. Una sfida accolta anche dal recente monologo di Roberto Benigni che ha realizzato in prima mondiale dai giardini vaticani. L’augurio principale del cardinal Gambetti per le famiglie è quello di riscoprire con gioia la propria umanità, anche nelle sue profondità, guardando a Gesù Cristo che la rende divina.
L’intervista
Qual è la Sua impressione sulla scelta di Pietro, nel cuore della cristianità a San Pietro e dintorni?
“Il cuore della cristianità è un cuore che pulsa a partire da una fragilità accolta, vissuta e rimessa nelle mani di chi la fragilità sa custodirla, sa farla fiorire, sa farla diventare pietra, roccia sulla quale costruire”
Quanto è importante la scelta del periodo, tra Natale e la conclusione di un Giubileo, con una particolare attenzione a Pietro, in un ruolo così esemplare?
“Certo, è una combinazione fortuita ma provvidenziale. Compone l’essenza di quello che è il Giubileo, legato alla speranza, e di quello che è il Natale. Questa speranza è resa possibile, attuabile, attuale, proprio in virtù dell’incarnazione del figlio di Dio. E in Pietro questo si concentra perché c’è tutta la sua umanità che è messa come il grembo che accoglie il Verbo, la parola di Dio, e che dà a questa speranza l’orizzonte del futuro”.
Chiudiamo con un messaggio e un augurio di Natale, partendo anche da questa esperienza che avvicina le persone alla figura di Pietro e ai luoghi intorno al Vaticano. Qual è l’augurio che rivolge in particolare alle famiglie?
“Fondamentalmente quello di riscoprire con gioia la propria umanità, riscoprirla fino nelle sue profondità, nei suoi abissi, ma riscoprirla con uno sguardo rivolto a Colui che questa umanità fa divina, che è Gesù Cristo che viene”.
Un augurio ai lettori di Interris?
“Seguite queste presentazioni e interventi che vengono proposti con tanta passione, perché possiate anche voi appassionarvi così alla comunicazione in genere, ma ai temi che vengono offerti. Auguri!”

