Composizione negoziata per risolvere le crisi aziendali

Più di 400 aziende salvate dalla crisi negli ultimi quattro anni. Giuseppe Tripoli (segretario generale Unioncamere): "Il Paese si deve dotare di strumenti adeguati per salvaguardare le imprese"

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Giuseppe Tripoli Foto © Unioncamere
Oltre la crisi. La composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa consente di dare pronta attuazione alle misure di supporto alle imprese per consentire loro di contenere e superare gli effetti negativi dell’emergenza economica e finanziaria. Più di 400 aziende sono state salvate dalla crisi negli ultimi quattro anni. La composizione negoziata si afferma come il principale strumento di soluzione della crisi d’impresa all’interno del bilancio fatto da Unioncamere durante il convegno “La composizione negoziata della crisi di impresa: il bilancio di 4 anni”. L’imprenditore commerciale e agricolo che si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che ne rendono probabile la crisi o l’insolvenza, può chiedere al segretario generale della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell impresa, la nomina di un esperto indipendente quando risulta ragionevolmente perseguibile il risanamento dell impresa. Il rappresentante dell’impresa è colui che – per tutte le forme giuridiche – ha il potere di compiere determinate attività in nome e per conto dell’impresa all’interno della quale ricopre un ruolo specifico (tra gli amministratori e le altre cariche presenti) e che per effetto di tali attività l’impresa stessa acquista diritti ed assume obblighi nei confronti dei terzi.
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Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Oltre la crisi

La composizione negoziata, spiega il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, è “uno strumento che funziona sempre di più”. Aggiunge Tripoli: “Il numero delle aziende in difficoltà che vi ricorre cresce e gli esiti positivi sono raddoppiati dallo scorso anno”. I numeri, infatti, delineano un trend in continua crescita. Oltre 3600 istanze, 1800 in più dello scorso anno, più di 2000 archiviate, di cui 423 con esito positivo che hanno coinvolto 23mila dipendenti complessivi. Il tasso di successo, in media del 20%, ha raggiunto il 25% nell’ultimo trimestre del 2025. La composizione negoziata è stata introdotta nel 2021 per consentire il risanamento di aziende in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario. Uno strumento che, secondo Unioncamere, presenta vantaggi rispetto alle procedure concorsuali, tra cui il carattere volontario e le tempistiche brevi. Nonostante questo appare ancora poco attrattivo per le piccole imprese, oltre che poco efficace. Il tasso di successo è pari al 9%, sotto il livello medio. Secondo Tripoli, la soluzione è semplificare e “potenziare gli strumenti di transazione, che può fare la differenza tra un esito positivo o negativo”.  Giuseppe Tripoli è dal 2016 segretario generale dell’Unioncamere. E’ stato Garante delle piccole e medie imprese (Pmi) e direttore generale per la politica di internazionalizzazione e la promozione degli scambi del ministero dello Sviluppo Economico. Inoltre per cinque anni ha guidato il Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del ministero dello Sviluppo economico. Ed è stato anche vicesegretario generale della Confcommercio e consigliere delegato del C.i.s. spa. Ha svolto attività di ricerca per l’impostazione della scuola di pubblica amministrazione delle Camere di Commercio. E attività di ricerca presso la cattedra di Filosofia del diritto alle università di Catania e Roma.
Confocommercio (foto: Interris)

Confronto da rafforzare

Occorre “rafforzare il confronto”, dunque, come ribadito dal direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone: “Stiamo sempre più affrancando il ruolo di mero soggetto controllore, ampliando il ruolo di supporto”. La fotografia delineata da Unioncamere, inoltre, presenta variazioni anche dal punto di vista territoriale. La maggior parte delle istanze presentate dalle aziende si concentra nel Nord Italia (53%), con Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto che insieme superano il 50% del totale. “La composizione negoziata è uno strumento di grande utilità – ha evidenziato lo scorso mese Tripoli al convegno organizzato da Unioncamere-. Siamo nel pieno di una manovra finanziaria e i tempi che stiamo per vivere non sono sereni, non solo per il contesto internazionale ma anche riguardo al sistema produttivo. Il Paese si deve dotare di strumenti adeguati per salvaguardare le imprese”. Ottimo il bilancio quadriennale della composizione negoziata, quindi. Oltre 3.600 istanze, 1.800 in più dello scorso anno. Più di 2mila archiviate, di cui 423 con esito positivo che hanno coinvolto 23mila dipendenti complessivi. 320 i giorni necessari ad accompagnare le aziende in un percorso di risanamento e di soluzione della crisi.
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Foto di The Nix Company su Unsplash

Strumento utile

L’attrattività di questo strumento stragiudiziale si deve a una serie di vantaggi, tra i quali il carattere stragiudiziale e volontario, le tempistiche brevi stabilite per legge, le trattative riservate tra debitore e creditore, i costi contenuti e la salvaguardia della continuità aziendale, la gestione diretta dell’impresa e l’accesso alle misure protettive del patrimonio. “Cresce il numero delle aziende in difficoltà che ricorre alla composizione negoziata e gli esiti positivi sono raddoppiati rispetto allo scorso anno- puntualizza Tripoli– Questo strumento realmente contribuisce ad evitare la chiusura di tante aziende e a salvare decine di migliaia di posti di lavoro. Sono soprattutto le imprese più grandi a farvi ricorso. Servirebbe quindi rendere più semplici alcune procedure che facilitino in particolare le aziende più piccole”. L’ottava edizione dell’Osservatorio semestrale sulla composizione negoziata contiene elaborazioni aggiornate al 15 ottobre. Nel 2025, oltre ad aumentare sensibilmente il numero delle istanze presentate (3.483 complessive, +1.623 rispetto a novembre 2024 grazie a una crescita incrementale nei primi tre trimestri del 2025), sono raddoppiati i casi di successo dell’istituto, passando da 205 dello scorso anno a 410, e il tasso di successo, in media del 20%, ha raggiunto il 25% nell’ultimo trimestre del 2025. Sul totale delle istanze presentate, 2.043 risultano archiviate mentre 210 sono state rifiutate. Le istanze attualmente in gestione presso i vari esperti incaricati sul territorio nazionale sono 1.230.
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Foto di Donald Giannatti su Unsplash

Bilancio

La maggior parte delle istanze ci concentra nel Nord Italia (53%), con Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto che insieme superano il 50% del totale. Delle 3.483 imprese che hanno avuto accesso allo strumento, solo il 4% appartiene alla categoria di imprese “sottosoglia” (con ricavi minori di 200mila euro; attivo patrimoniale inferiore a 300mila euro; debiti inferiori a 500mila euro). Ciò dimostra come la composizione negoziata continui a rilevarsi poco attrattiva ed anche poco efficace per le piccole imprese. Il tasso di successo in questo caso, infatti, è pari al 9%, ben al di sotto del livello medio. Le analisi condotte confermano che uno dei principali elementi di forza della composizione negoziata è rappresentato dalle tempistiche di svolgimento della procedura che, per espressa previsione normativa, sono più rapide e contenute rispetto a quelle giudiziali delle procedure concorsuali. Le procedure durano, in media, 228 giorni (224 nel 2024) ed il 64% delle imprese continua ad avvalersi della proroga. Le tempistiche necessarie per giungere a una chiusura favorevole della composizione negoziata sono mediamente di 320 giorni e quasi la totalità delle imprese (circa l’86%) necessita, infatti, di più di sei mesi per concludere il procedimento. Nei casi di esito sfavorevole, invece, la durata media è di 207 giorni con il 51% di imprese che, nonostante poi le trattative non vadano a buon fine, ricorre alla proroga.
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Export. Foto di CHUTTERSNAP su Unsplash

Settori

La maggior parte delle imprese che hanno concluso positivamente la procedura ha sede in Lombardia e, a seguire, in Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Toscana. I settori economici più rappresentati sono le attività manifatturiere (22,6%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (20,8%) e le costruzioni (15,2%). Il numero di addetti convolti nei processi di risanamento è di oltre 22.800. Il valore medio di addetti per impresa è 70 e, nelle classi dai 10 addetti in su, si concentra oltre il 59% delle imprese, di cui il 16% presenta un numero di addetti superiore a 100. Il valore medio della produzione delle imprese considerate, invece, è di circa 16 milioni di euro. Unioncamere – l’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura – è l’ente pubblico che unisce e rappresenta istituzionalmente il sistema camerale italiano. Fondata nel 1901, realizza e gestisce servizi e attività di interesse delle Camere di commercio e delle categorie economiche, coordinando le iniziative del sistema attraverso direttive e indirizzi agli organismi che ne fanno parte. Per l’esercizio delle funzioni e dei compiti affidati dalla legge agli enti camerali, Unioncamere stipula con le amministrazioni centrali dello Stato, enti pubblici nazionali o locale, accordi di programma, intese e convenzioni promuovendo e sostenendo il raccordo del sistema camerale con le organizzazioni imprenditoriali, dei consumatori e dei lavoratori. A livello europeo Unioncamere assicura la rappresentanza delle Camere di commercio italiane in seno a Eurochambres, l’associazione che riunisce i sistemi camerali d’Europa.
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Foto di Anne Nygård su Unsplash

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