LUNEDÌ 24 GIUGNO 2019, 12:45, IN TERRIS


PARLAMENTO

Suicidio assistito: svolta obiezione di coscienza

Un testo presentato dalla Lega la garantisce, ma restano dei nodi. I dettagli spiegati dal primo firmatrario Pagano

FEDERICO CENCI
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Medico e paziente
Medico e paziente
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ntro due mesi esatti, il 24 settembre, la Corte costituzionale attende dal Parlamento una legge sul fine vita. Il tempo a disposizione, considerando anche la chiusura delle due Camere per le vacanze estive, è risicato. Per questo il lavoro nel Comitato ristretto delle commissioni Affari sociali e Giustizia della Camera dei deputati procede ininterrotto. Fino a due settimane fa sembrava che la quadra fosse stata trovata intorno a una legge che si limitasse a modificare l’art. 580 del codice penale sul suicidio assistito, con l’obiettivo di attenuare la pena per i familiari che aiutano a morire una persona in stato di malattia irreversibile. Una simile norma avrebbe frenato le spinte più radicali di tre ddl depositati finora (uno a firma Andrea Cecconi, ex 5Stelle passato al Gruppo Misto, uno di Michela Rostan di Leu e un terzo di Doriana Sarli del M5s), ma al tempo stesso avrebbe disatteso le aspettative di una larga fetta del mondo medico e dell’associazionismo cattolico, che ritengono doveroso colmare alcune lacune della legge 219 del 2017 sul biotestamento: tutelare l’obiezione di coscienza per operatori sanitari e cliniche, chiarire che nutrizione e idratazione - anche artificiali - sono trattamenti sanitari, rafforzare le cure palliative.


Il nuovo progetto di legge

Si fa interprete di queste aspettative il progetto di legge consegnato giovedì scorso, sostenuto 18 deputati della Lega. Primo firmatario è Alessandro Pagano, che In Terris ha interpellato. “La Corte - afferma - chiede sostanzialmente di offrire al paziente la possibilità di accedere a cure palliative e di modificare l’articolo del codice penale sul suicidio assistito. Proprio perché su questo secondo aspetto c’erano pareri discordanti, abbiamo deciso di riaprire le audizioni e così il dibattito, che sarebbe dovuto iniziare oggi, dovrebbe slittare al 12 luglio. Per quel giorno - prosegue il deputato leghista - speriamo di presentare un testo che sia largamente condiviso”. Ma proprio questo è il nodo. Un progetto sul suicidio assistito come quello presentato dal Carroccio, che smonta alcuni dei passaggi più controversi della legge sul biotestamento, troverebbe il favore dell’alleato di governo 5Stelle? “Non si tratta solo di un punto di vista della Lega - replica Pagano -, è la stessa Corte che nella sua missiva fa riferimento alla possibilità di obiezione di coscienza del personale sanitario. D’altronde - aggiunge - il riferimento è sempre la legge 194 sull’aborto, che per la prima volta ha introdotto nel nostro ordinamento questo diritto”. Secondo Pagano, la legge sul biotestamento fu il risultato di “un furore ideologico dell’allora maggioranza di governo”, che - afferma - “presa dalla volontà di massimizzare il tornaconto elettorale sul finire della legislatura, negò persino l’obiezione di coscienza, che è elemento di assoluta civiltà”. Il deputato del Carroccio assicura che su questo tema, oggi, così come sul rafforzamento delle cure palliative, si dovrebbe trovare un’ampia convergenza, tra Lega e M5s ma anche al di fuori dell’esecutivo: obiezione di coscienza garantita, dunque, sia per i singoli camici bianchi sia per le strutture sanitarie private. Più spinosa appare l’intenzione del progetto leghista di modificare l’art. 2 della legge sul biotestamento, considerando nutrizione e idratazione trattamenti sanitari. “È lapalissiano che si tratta di trattamenti sanitari, che quindi non devono mai essere negati a un paziente”, dice Pagano, il quale però ammette che “su questo, paradossalmente, non vedo aperture” al di fuori della Lega. Per ora, dunque, si va verso un compromesso che lasci invariata la legge del 2017 ma con l’attenuazione delle pene per chi aiuta al suicidio, con uno sblocco alla possiblità di accedere a cure palliative e con l’introduzione dell’obiezione di coscienza. “Per rivedere anche il passaggio su nutrizione e idratazione come trattamenti sanitari - chiosa Pagano -, ne riparleremo in futuro, non appena ci saranno maggiori margini d’apertura”. Chissà se nella mente di Pagano il futuro a cui allude è quello di un governo di centrodestra a trazione leghista.

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