400% di aumenti: emergenza sociale in Argentina

Il paese sudamericano attraversa un momento di profonda ristrutturazione tra crisi economica e allarme sociale per l'impoverimento della popolazione

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Argentina (© Elias Butynski da Pixabay)

In Argentina la nuova linea economica rischia di trasformarsi in una emergenza sociale senza eguali. E’, infatti, una vera e propria stangata quella che ha colpito gli argentini con l’arrivo delle ultime bollette di maggio. Il governo ultraliberista di Javier Milei sta portando infatti avanti un programma di aggiornamento delle tariffe dei servizi rimaste congelate nell’ultimo anno della presidenza di Alberto Fernandez. Cercando di dosare gli aumenti per non pregiudicare l’obiettivo di ridurre l’inflazione, arrivata ad aprile al 289% annuo. A destare sorpresa tuttavia è stata soprattutto la bolletta del gas, che in questo mese ha segnato un balzo in media di circa il 400%, un aumento che colpisce inoltre gli utenti nel momento di maggior consumo, con l’inizio dell’inverno australe. E neanche le prospettive per il futuro prossimo sono rosee. In arrivo infatti ci sono ulteriori aumenti annunciati anche per le bollette della luce e del telefono (5-10%). Mentre per questo fine settimana è previsto anche un incremento nel prezzo della benzina (5%), nel costo del biglietto della metropolitana (15%) e in quello dei pedaggi (35%). Secondo l’ultimo rilevamento mensile dell’Università Torcuato di Tella (Utdt) l’indice di povertà ha raggiunto in Argentina sempre ad aprile il 49% contro il 41,7% rilevato a dicembre del 2023. 

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Foto di Dione Film su Unsplash

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Intanto, dopo aver esitato, il governo argentino ha annunciato la decisione di consegnare “immediatamente” varie tonnellate di cibo che si trovano nei magazzini del ministero del Capitale Umano. Come intimato da un giudice a cui si sono rivolti i responsabili di mense popolari frequentate dalle fasce povere del paese. Il giudice Sebastián Casanello aveva ordinato al ministero guidato dalla ministra Sandra Pettovello di comunicare quanto cibo destinato alle mense dei poveri giaceva nei magazzini statali. E di provvedere alla sua immediata distribuzione. Reagendo all’ingiunzione, il portavoce della presidenza, Manuel Adorni, aveva sostenuto che “questi alimenti sono riservati per eventuali emergenze. Si può immaginare la situazione che si verificherebbe se noi li distribuissimo ora e poi dovessimo fronteggiare una catastrofe“. Poi l’atteggiamento governativo è radicalmente cambiato. E alla fine il ministero ha reso noto che, dopo una verifica nei depositi ministeriali, è maturata la decisione di mobilitare l’esercito. Per provvedere alla rapida distribuzione degli alimenti, fra cui si trovavano anche prodotti, come il latte in polvere, la cui scadenza è vicina. Da parte sua il presidente Javier Milei ha manifestato il suo pieno appoggio alla titolare del Capitale umano. Sostenendo che “Sandra Pettovello è senza dubbio la migliore ministra in materia sociale dal ritorno della democrazia” in Argentina. A fare le spese dell’incidente, è stato però il sottosegretario Pablo De la Torre, responsabile dei programmi di sicurezza alimentare, che ha dato le dimissioni dall’incarico.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Javier Gerardo Milei, Presidente della Repubblica Argentina
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Ferite del passato

Il riferimento è alla dittatura militare. Ricorda Irene Scantamburlo: “Il 24 marzo 1976 il golpe mise fine al governo di Isabel Perón, alla quale successe un altro generale sostenuto dalla giunta militare, Jorge Rafael Videla. Iniziò così il “Processo di Riorganizzazione Nazionale” anch’esso promotore di una durissima repressione del dissenso, venne inoltre dichiarato lo stato di assedio, abrogati tutti i diritti costituzionali e sospese le attività politiche”. Per molti, più che un piano politico, significò l’inizio di una guerra sporca la cui strategia consistette in due principali azioni. Ossia solare lo Stato dal resto del mondo e attivare una profonda “pulizia” interna da quello che era ritenuto il marciume delle politiche di sinistra che stavano assumendo condotte filomarxiste. “L’azione militare iniziò infatti ben presto a colpire coloro che erano ritenuti scomodi alle politiche vigenti con una strategia ben organizzata di sparizioni forzate – prosegue Scantamburlo-. Iniziarono i rapimenti, le torture, le violenze e le uccisioni, sempre con lo stesso iter d’azione che prevedeva l’omertà più assoluta. Il silenzio su ciò che accadeva partiva dai ranghi più alti del corpo militare, fino a scendere tra cittadini i quali arrivarono a temere gli uni degli altri.

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Foto di Jeremias Ybañez su Unsplash

Plaza de Mayo

Addio inoltre ad una figura iconica della stagione più buia della storia argentina. Ora Radio Senza Muri di Jesi (Ancona) piange la scomparsa di Nora Cortiñas. L’attivista per i diritti e leader delle Madres de Plaza de Mayo era, tra l’altro, madrina della web radio comunitaria che promuove la salute mentale. Una realtà nata sulla scia della riforma Basaglia e di cui sono speaker utenti dei servizi socio sanitari della città marchigiana. Insieme alle altre madri che si battono per conoscere il destino dei figli scomparsi durante la dittatura argentina tra il 1976 e il 1983, Norita aveva ottenuto la cittadinanza onoraria a Jesi nel 2008, poi nel 2018 era divenuta madrina della radio durante una visita alla città. In quella occasione, la donna pianse l’anniversario dei 41 anni della scomparsa del figlio Gustavo rapito dal regime militare. Poi rivolse un appello per la difesa dei diritti di tutti gli uomini e le donne che si battono per la libertà. Una trasmissione ancora in rete e che non smette di emozionare.

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Foto di Angelica Reyes su Unsplash

Dall’Argentina a tutto il pianeta

Con un post su Facebook, oggi, Radio Senza Muri ricorda l’amica: “Se ne è andata Norita, rivoluzionaria e attivista, tra le fondatrici del movimento delle Madres de Plaza de Mayo, compagna e amica dell’associazione Ya Basta Marche, del Tnt e di Radio senza muri. Un rapporto che viene da lontano, essendosi intrecciati più volte durante gli anni i suoi e i nostri percorsi di lotta. Nel 2008 il comune di Jesi assegna alle Madres la cittadinanza onoraria con la presenza di un’altra Madre, Nair Amuedo. Norita ci fa visita a Jesi per la prima volta nel 2009 per poi tornare nel 2018, occasione in cui diventa madrina di Radio senza muri. Ogni volta ha preso parte ad incontri pubblici e aperti – tra cui due nella sala consiliare – per raccontare l’impegno e la lotta che quotidianamente insieme alle Madres porta avanti. Per la libertà e la difesa dei diritti. Partendo dall’Argentina per arrivare in ogni luogo del pianeta“.