Genova, il giorno del ricordo: “Mai più un nuovo Ponte Morandi”

La città ligure e il Paese intero si fermano per la commemorazione delle 43 vittime del disastro di due anni fa. Egle Possetti: "Chi ha gestito il ponte non ha chiesto scusa"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:39

Stavolta non c’è un cantiere, né il troncone silenzioso del vecchio viadotto. Ai piedi del nuovo Ponte San Giorgio si allestisce il luogo della commemorazione. Perché il 14 agosto, nonostante il traffico di nuovo scorrevole sopra il Polcevera, è il giorno del ricordo, del dolore e di una continua richiesta di giustizia. Quarantatre vittime, 43 vite spezzate dal crollo del Ponte Morandi, un’opera cruciale per la quotidianità di Genova. Venuta giù, sotto la pioggia di una vigilia di Ferragosto, davanti agli occhi attoniti di una città che, in quel momento, ha incarnato il senso di ingiustizia di un Paese intero. Quelle 43 vittime, ha ricordato il premier Giuseppe Conte, “non potremo mai dimenticarle… A nome del governo garantiamo l’impegno di non lasciare Genova sola. Abbiamo creato le premesse affinché Genova possa rinascere. Ci sono le premesse per farlo”.

Ponte Morandi, il dolore dei parenti

Quella del premier è una promessa che, per forza di cose, dovrà risuonare anche in quei contesti in cui si è ancora in tempo a scongiurare tragedie come quella del 14 agosto 2018. Un disastro che la città di Genova ricorda alle 11.36, l’ora del crollo, ascoltando nient’altro che il suono delle campane. Un silenzio carico di dolore e sofferenza, gli stessi sentimenti che lasciano trasparire le dure parole di Egle Possetti, del Comitato Vittime del Ponte Morandi. La presidente parla “dell’arroganza profonda da parte di chi ha gestito il ponte e non ha chiesto scusa”, un gestore “che ha millantato manie di persecuzione per non avere potuto costruire il ponte. Per fortuna questa ultima assurda richiesta di ricostruire è stata stracciata dalla corte costituzionale“. Parole dure, che risuonano sotto le campate del nuovo viadotto, che riunisce la città di Genova ma non lenisce le vecchie ferite.

Giustizia e speranza

Alla commemorazione hanno presenziato tutte le istituzioni cittadine e regionali, rappresentanti di quelle religiose (con l’arcivescovo mons. Marco Tasca, che celebra la Messa, e l’imam Salah Hussein), ministri del governo. Tutti riuniti nel capoluogo ligure per ricordare, come spiegato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, “che le famiglie delle 43 vittime del ponte Morandi meritano rispetto“. E un messaggio di solidarietà e vicinanza arriva anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che invita a “sviluppare e ricostruire una affidabile cultura della sicurezza, di adeguata manutenzione e del controllo che coinvolga e responsabilizzi imprese, enti pubblici, istituzioni locali e nazionali, università, mondo della ricerca”. E dal Capo dello Stato giunge anche un appello per i familiari delle vittime: “La loro giusta richiesta di verità e giustizia per i propri cari, inghiottiti dal crollo del Ponte, è stata accompagnata dalla forte e sofferta esortazione che vengano in ogni modo evitati in futuro disastri simili con nuovi lutti e nuove vittime”.

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