Pnrr, ecco come coinvolgere i giovani per combattere la crisi Covid

Da vittime degli effetti sociali della pandemia a protagonisti della ripartenza economica. Il ruolo dei giovani nel Pnrr. Cosa serve al rilancio dell'Italia

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Il Pnn punta sui giovani per rilanciare l’Italia. Il Piano nazionale di ripresa e di resilienza (Pnrr) cambia lo scenario all’interno della Next Generation Ue. Per cui si richiedono programmazione. Coordinamento nazionale, integrato con le Regioni. E rinascita per la ripresa e la resilienza. Così da evitare drammi sociali. E assicurare alle future generazioni (che devono essere coinvolte) un servizio sanitario che sia all’altezza.artigianato

Attuazione del Pnrr

La rivoluzione del Servizio sanitario nazionale parte da una “distruzione creativa“. Necessaria per il rilancio. Dalla Summer School, organizzata da Motore Sanità. I massimi esperti si sono confrontati. Per provare a disegnare il nuovo volto della sanità italiana. Tecnologia, crescita economica e prevenzione sono concetti chiave. Sui quali riflettere e ripartire. Silvio Brusaferro presiede l’Istituto Superiore di Sanità. “L’innovazione è importantissima. La pandemia lo ha dimostrato. A livello globale i vaccini sono stati sviluppati. E sono stati messi a disposizione in tempo record. Non c’è un precedente”. Prosegue il presidente dell’Iss: “Dobbiamo partire dall’analisi degli eventi. Questa pandemia ci mostra tutta una serie di evidenze. Come la stretta dipendenza tra salute ed economia. Non c’è economia e non c’è crescita se non c’è salute. A livello globale il messaggio che passa è ‘devi curare la salute se vuoi pensare un futuro di benessere e di ricchezza‘. Questo è un passaggio molto importante. Perché dà forma organizzativa istituzionale. Investire vuol dire creare presupposti per la crescita. Occorre investire al meglio. E anche in questo campo, esiste una scienza che aiuta ad analizzare. E a valutare in questo senso. Tutto ciò per il nostro Paese è una fondamentale opportunità. Possiamo imparare dalle esperienze”.

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Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro

Sos prevenzione

Altro tema è la prevenzione attraverso la tecnologia. ”Occorre investire su come costruiamo il nostro sistema sociale. La salute riguarda  tutti i passaggi della nostra vita- precisa Brusaferro -. La tecnologia è importante. Ma le risorse umane lo sono ancora di più. E’ importante un grosso investimento in questa direzione. Per avere risorse umane sempre aggiornate. Ricordando che sono al servizio della società. Ricostruire, rafforzare, aggiornare il nostro tipo di impianto. E’ fondamentale per i nostri percorsi. La pandemia porterà dei cambiamenti. Ma dobbiamo coinvolgere anche i giovani. Per costruire nuove comunità dove la salute è al centro. Ricostruendo questo, genereremo nuove ricchezze. E contestualmente più salute e benessere”. Segnala la necessità di una profonda riforma necessaria e che guardi davvero al futuro, anche il professor Walter Ricciardi. Ordinario di Igiene e Sanità Pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. ”Il diritto fondamentale alla salute è sancito dalla costituzione italiana- osserva il professor Ricciardi-. Serve una profonda riforma. Guardando concretamente al futuro. Le epidemie del domani si combattono oggi. Riorganizzando il sistema assistenziale. E contemporaneamente, operando una scrupolosa pianificazione. Così da spostare in misura sempre maggiore verso la prevenzione l’attenzione dei decisori. E quindi le risorse. Sia economiche che umane.

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Walter Ricciardi

Ottica errata

L’emergenza sanitaria, puntualizza Ricciardi,  sta mettendo a dura prova il Ssn. Cioè le capacità del Servizio sanitario nazionale di erogare i propri servizi. Rendendo evidenti i punti deboli del sistema. Scontiamo ora la scarsa lungimiranza della politica del passato sui grandi temi della sanità. Ci sono state scelte gestionali sbagliate. Ha predominato nel tempo un’ottica “ospedalocentrica”. Trascurando le altre componenti fondamentali dell’assistenza. La priorità deve diventare quella di rispondere in modo comprensivo alle reali esigenze del cittadino. Quali la medicina generale e la medicina territoriale. Andrea Silenzi si occupa di prevenzione sanitaria al ministero della Salute. E analizza gli effetti a lungo termine della pandemia. “La prevenzione va fatta in tempi di pace. Noi siamo in un periodo particolare. Siamo ancora in guerra. Il Covid è stata occasione di riflessione eccezionale. Il futuro che possiamo garantire non è solo attraverso una buona sanità. Ma attraverso l’attenzione alla salute. In futuro dovremo gestire gli effetti a lungo tempo che la pandemia ha causato. E causerà. Come le malattie mentali. Serve coraggio per la prevenzione. La trasformazione della sanità non può solo essere evocata, ma voluta. Dobbiamo dare attuazione a una visione chiara e inclusiva. Va dato corso agli obiettivi di Next generation”. pnrr

Opportunità Pnrr

“Un primo cambio di approccio è andare a finanziare il nostro sistema rispetto a cosa succederà domani. Senza guardare ai parametri storici”. Sul tema del finanziamento del Ssn, interviene il professor Giuseppe Turchetti. Ordinario in “Economics and Management of Innovation in Healthcare” alla Scuola Superiore Sant’Anna. Alcune condizioni devono essere presenti. La prima è avere capacità progettuale. Servono progetti ambiziosi. Piani implementati. La seconda è avere una capacità gestionale. E ciò, secondo il professor Turchetti, è più difficile da raggiungere in breve tempo. Poiché richiede un cambiamento culturale. In grado di sostituire una visione prettamente manageriale. Il terzo aspetto è avere il coraggio di andare a misurare come verranno utilizzate le risorse. In una logica di responsabilizzazione. Per Turchetti l’aspetto della tecnologia è determinante. ”Buona parte dei cambiamenti sono mediati dalla tecnologia– evidenzia-. Mi riferisco alla robotica. E ai veicoli di evoluzione tecnologica straordinaria. Dobbiamo imparare a usare meglio i dati in fase di prevenzione. Serve innovazione anche nelle metodologie per utilizzare queste tecnologie. Altro aspetto su cui lavorare è quello delle competenze. C’è bisogno di professionalità diverse da quelle conosciute fino ad ora. Oggi soffriamo la penuria di medici e specialità per gestire determinate situazioni. E questo è un problema”. Motore Sanità si propone di contribuire al progresso della ricerca scientifica e delle conoscenze scientifiche. Sia in Italia. Sia all’estero. Nel campo sanitario e sociale. Attraverso informazione, formazione e sensibilizzazione. Organizzazione di convegni, congressi, workshop e seminari. Attività di aggiornamento, educazione e pubblicazioni.

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