RAID CONTRO JIHADI JOHN, GIALLO SULLA SORTE DEL BOIA DELL’ISIS Il Pentagono: "Al più presto daremo informazioni precise". L'uomo colpito assieme ad altri membri dei "Beatles"

423

Jihadi John, il boia del’Isis ripreso in decine di video di decapitazioni, sarebbe stato colpito durante un raid americano a Raqqa. In un primo momento si erano diffuse notizie sulla sua morte ma il suo fato, per il momento, è un giallo. “Stiamo valutando i risultati dell’operazione di questa notte e daremo informazioni più precise non appena potremo”, ha detto il portavoce del Pentagono, Peter Cook. Un alto funzionario ha aggiunto che il drone avrebbe colpito un’auto sulla quale viaggiavano il boia e altri membri del gruppo di assassini che si fa chiamare i “Beatles” per via dell’origine britannica, ma non ha voluto fornire altri dettagli.

La notizia dell’uccisione di Jihadi John, responsabile delle esecuzioni di diversi ostaggi, “non può essere assolutamente confermata ufficialmente perché non ci sono né truppe né personale di intelligence a Raqqa, in Siria, dove è stato effettuato il raid”, precisa la Cnn. E mentre i media occidentali cercando di far luce sulla vicenda fonti vicine all’Isis, citate da Skynews online, sostengono che il boia sarebbe ferito ma vivo.

Jihadi John in realtà si chiama Mohamed Emwazi, è nato in Kuwait nel 1988 ma si trasferisce con la famiglia a Londra all’età di 6 anni dove cresce con un fratello e due sorelle e si laurea in informatica. E’ diventato uno degli uomini più ricercati al mondo dopo il video della decapitazione del giornalista americano, James Foley, nell’agosto dello scorso anno. Poi ci fu quello del reporter Usa, Steven Sotloff, dell’operatore americano Abdul-Rahman Kassig, dei britannici David Haines e Alan Henning e del giornalista giapponese Kenji Goto.

Nei video dove annunciava le macabre esecuzioni degli ostaggi stranieri è sempre comparso con il volto coperto da un passamontagna, completamente vestito di nero e con un coltello in mano. Un anno dopo l’esecuzione di James Foley, il boia viene identificato; mesi dopo i giornali britannici pubblicano una foto con il suo vero volto. E i dettagli sul suo passato. Oggi forse l’epilogo.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS