Beato Benedetto da Urbino: ecco cosa fecero i fedeli alla sua morte

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Beato Benedetto da Urbino, sacerdote cappuccino Urbino, 13/09/1560-Fossombrone (Pesaro e Urbino), 30/04/1625 Marco Passionei proviene da una nobile famiglia.

Avvenimenti

• Nel 1582 si laurea a Perugia in diritto civile ed ecclesiastico. Soggiorna un periodo a Roma, presso il cardinale Albani.

• Entra nel noviziato cappuccino di Fano. Nel 1590 viene ordinato sacerdote.

• Dal 1600 al 1602 è missionario in Austria e Boemia, sotto la guida di san Lorenzo di Brindisi

• É nominato guardiano nei conventi di Cagli, Fano, Pesaro, Osimo e Fossombrone.

Spiritualità

Perfetta osservanza della Regola. Spirito di silenzio e continua preghiera che lo porta a una profonda unione con il Signore. Prolungata adorazione davanti al tabernacolo. Devozione alla passione di Cristo. Profonda umiltà, che lo porta a considerarsi l’ultimo di tutti. Grande amore alla povertà francescana. Nonostante la sua precaria salute e sebbene abbia sopportato per quindici volte il bisturi del chirurgo, si flagella quotidianamente e utilizza crudeli cilici. Si dedica, con grande zelo, al ministero della predicazione. Non vuole che nessun povero che bussa alla porta del convento se ne vada via senza elemosina. Anche da guardiano non disdegna di fare la questua per i poveri.

Morte

Sentendo vicina la morte, riceve gli ultimi sacramenti. Rende serenamente l’anima a Dio, dopo essere stato confortato da una visione di san Filippo Neri, di cui è molto devoto. Tanto grande la fama di santità che i fedeli accorsi per venerare la sua salma arrivano a tagliuzzare persino i calli che ha ai piedi pur di averne una reliquia. Le sue spoglie mortali sono conservate nel convento di Fossombrone. E’ beatificato nel 1867.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

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