Facebook, 90 milioni di profili disconnessi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:03

Novanta milioni di profili “bucati” da un attacco hacker che, all'inizio della settimana, ha fatto tremare lo stato maggiore di Facebook, costretto a fare i conti con una violazione massiccia delle dashboard degli utenti resa possibile da una debolezza nel sistema di sicurezza che, a ogni modo, sarebbe già stata risolta. Secondo quanto riferito dai tecnici del social, la falla avrebbe consentito all'hacker di prendere in carico gli account degli utenti: per questo 50 milioni di questi sono stati costretti a disconnettersi una volta online, mentre altri 40 sonon stati invitati a farlo in via preventiva. Il tutto nell'arco di una sola mattinata che, però, è ampiamente bastata a far piombare nuovamente Facebook nel pantano della violazione della privacy, come già accaduto qualche mese fa con lo scandalo Cambridge Analytica.

Fiducia in bilico?

Ad assicurare la risoluzione del problema e il ripristino della sicurezza in fatto di privacy, è stato lo stesso Mark Zuckerberg, fondatore e Ceo del social network, il quale ha fatto sapere che “la falla è stata riparata ieri sera”. Il problema, ora, sarà capire come e quanto la nuova vulnerabilità mostrata dal colosso del web possa avere ripercussioni in termini di fiducia degli utenti, già duramente messa alla prova dalla vicenda dei dati sottratti a scopi politici. Due miliardi e più di persone utilizzano Facebook e l'immane quantità di profili violati (90 milioni per l'appunto) potrebbe porre l'azienda di fronte a una concreta possibilità di sfiducia, viste anche le nuove normative sulla privacy impostate dal social a seguito del Datagate.

L'avvertimento

Non più tardi di qualche ora fa, anche un altro hacker aveva minacciato di poter facilmente violare il sistema di sicurezza del social network, arrivando addirittura a dire di essere perfettamente in grado di cancellare la pagina di profilo del fondatore Mark Zuckerberg. Un primo segnale della presenza di una possibile falla anche se, visto che la violazione in oggetto risale ad alcuni giorni fa, non è chiaro se si tratti della stessa.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.