Stresa, l’ipotesi della procura: “Il sistema di emergenza non è entrato in funzione”

Il piccolo Eitan, l'unico sopravvissutto, sottoposto a risonanza magnetica, non avrebbe riportato lesioni al cervello né al midollo. L'ultimo controllo sull'impianto risale al 3 maggio 2021

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:26
Fonte Askanews

“Partiamo da una evidenza empirica: il cavo si è tranciato e il sistema di freni di sicurezza, pacificamente, non ha funzionato, perché altrimenti la cabina si sarebbe bloccata”, ha dichiarato il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, che indaga sull’incidente di ieri sulla funivia tra Stresa e il Mottarone, in cui hanno perso la vita 14 dei 15 passeggeri. Il pm ha spiegato che la cabina “è slittata a valle senza che il sistema di emergenza sia entrato in funzione“, aggiungendo che “questo è verosimilmente successo e questo è oggetto di indagine”. Sulle cause del cedimento, ha inoltre detto: “è chiaro che è un fatto meccanico, però dobbiamo capire quale”.

Le ipotesi di reato sono “omicidio colposo plurimo, lesioni colpose per il bambino sopravvissuto e disastro colposo”, ha affermato il magistrato, mentre al momento non risultano iscritti al registro degli indagati. Bossi ha inoltre dichiarato a Sky Tg24 che “è assolutamente esclusa ogni ipotesi di dolo“.

Resta da capire se l’impianto sia di proprietà del Comune di Stresa o della Regione Piemonte, perché in seguito a un contributo erogato da quest’ultima per la riqualificazione della funivia del Mottarone, impianto che dal versante piemontese del lago Maggiore sale fino a 1.491 metri di quota, era previsto un passaggio di proprietà alla Regione ma non è chiaro se la procedure sia stata completata o meno.

Chiedono di pregare per lui i parenti del piccolo Eitan, il bambino di 5 anni unico superstite della tragedia dove sono morti i suoi genitori, il fratellino di 2 anni e bisnonni, ricoverato al Regina Margherita di Torino. Il piccolo, con fratture agli arti superiori e inferiori, pare non aver riportato lesioni né al cervello né al midollo.

Si è svolto in mattinata al Palazzo dei Congressi di Stresa il tavolo di confronto per individuare le cause dell’incidente voluto dal ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini. Hanno partecipato il capo della protezione Civile Fabrizio Curcio, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso e l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti e alla Protezione Civile Marco Gabusi, il sindaco di Stresa Marcella Severino e il Prefetto di Verbania Angelo Sidoti.

Dopo il tavolo di confronto, il ministro e e il capo della protezione civile si sono recati alla camera mortuaria di Verbania, dove si trovano le salme delle vittime.

Per quanto riguarda le condizioni della funivia, è stato reso noto l’elenco dei controlli e delle manutenzioni portate a termine negli ultimi mesi. L’ultimo – manutenzione e controllo delle centraline idrauliche di frenatura dei veicoli – risale al 3 maggio 2021.

“Ci vorrà tempo”

“Logica vorrebbe che si è spezzato il cavo e l’impianto frenante non ha funzionato, ma può anche essere il contrario. Lo dovranno stabilire i consulenti”, così il procuratore di Verbania Bossi, riporta Ansa. “Ho già parlato col Politecnico di Torino, anche se non ho ancora dato l’incarico serviranno ingegneri meccanici e stiamo valutando se servano anche esperti in metallurgia”.

“Tempo permettendo, se ci sarà la necessità faremo altri sopralluoghi, ma è stato repertato tutto quello che doveva esserlo”, ha aggiunto il magistrato. “Sarà una attività complessa, ci vorrà del tempo”.

L’ente proprietario

La Procura è al lavoro per appurare chi sia proprietario della funivia del Mottarone,  “dobbiamo chiarire se l’ente proprietario è la Regione o il Comune di Stresa” dice il procuratore.

Sul tema è intervenuto il sindaco di Stresa Marcella Severino: “L’accordo siglato anni fa era che la Regione Piemonte finanziasse l’intervento e poi sarebbe stato fatto il passaggio di proprietà al Comune di Stresa, ma al momento non è stato perfezionato quindi è della Regione“.

Le condizioni del piccolo Eitan

“Usciamo dall’ospedale con il cuore colmo di dolore, ma con una speranza in più. Il bimbo ha appena finito la risonanza magnetica e non, pur aspettando il bollettino medico, non sono emerse lesioni né al cervello, né al midollo. E non ha subito traumi al volto“. Così il presidente della Regione Cirio, davanti all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato Eitan.

Potrebbe essere stato un abbraccio del papà, in un ultimo disperato tentativo di protezione, a permettere di sopravvivere al piccolo che da ieri è ricoverato per le gravi ferite riportate nello schianto della funivia del Mottarone. Tra i sanitari che da ieri si prendono cura del bambino, girerebbe un’ipotesi, riporta Adnkronos: il piccolo potrebbe essere sopravvissuto all’incidente grazie all’abbraccio del padre nel tentativo di proteggerlo dall’impatto. “E’ nulla di più di un’ipotesi ma è probabile che il padre di corporatura robusta lo abbia protetto, del resto qualsiasi padre per istinto sarebbe portato a fare così“, riferisce l’agenzia riportando le parole dei sanitari.

Pregate per il bambino che si trova in una fase molto delicata“, hanno chiesto la zia e i nonni paterni. Si è recato al nosocomio torinese anche l’ambasciatore di Israele in Italia Dror Edyar che ha assicurato che l’ambasciata si curerà di far arrivare le salme dei suoi familiari deceduti in Israele e sulla situazione del bambino ha dichiarato: “Abbiamo buone notizie, speriamo che il bambino si riprenda. Tutti noi preghiamo per lui”.

“Un dramma assoluto”

Nel punto stampa dopo il tavolo tecnico per individuare le cause dell’incidente, il ministro delle Infrastrutture Giovannini ha affermato: “Fin da ieri tutte le istituzioni hanno reagito in maniera straordinariamente rapida, efficiente e coordinata”. Ha inoltre aggiunto: “E’ importante che tutti mettano a disposizione la documentazione, che ci sia uno spirito di collaborazione anche nelle fasi successive”. Dopo la conferenza, il ministro e il capo della Protezione civile hanno portato un saluto alle vittime, nella camera mortuaria di Verbania.

“Sono rimasto esterrefatto. Mi sembra un dramma assoluto, esprimo vicinanza alle famiglie e alla Regione Piemonte, che ha subito in casa propria questo grave danno. Bisognerà fare un approfondimento veloce e attento su quanto avvenuto”, così il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. Lo riporta Agi. In Friuli-Venezia Giulia, ha aggiunto il governatore, “stiamo facendo controlli regolari con il referente, PromoTurismoFvg, perché tutto funzioni. E’ un obbligo assoluto”.

I controlli e la manutenzione

L’azienda Leitner, di Vipiteno, ha diffuso l’elenco dei controlli e delle manutenzioni eseguite negli ultimi mesi sulla base del contratto di manutenzione sottoscritto con la società di gestione Ferrovie del Mottarone, scrive Adnkronos. L’ultimo, manutenzione e controllo delle centraline idrauliche di frenatura dei veicoli, risale al 3 maggio 2021, mentre i controlli non distruttivi su tutti i componenti meccanici di sicurezza dell’impianto previsti dalla revisione quinquennale, in scadenza ad agosto 2021, sono stati anticipati dal 29 marzo all’1 aprile 2021. Risalgono al 18 marzo invece le prove di funzionamento dell’intero sistema d’azionamento. Lo scorso anno, l’1 dicembre 2020 sono state effettuate le prove di simulazione della rottura delle fune e conseguente attivazione del freno d’emergenza su entrambe le vetture e il 5 novembre 2020 il controllo periodico magnetoinduttivo disposto da decreto ministeriali.

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