Cop 26, al via il World Leaders Summit

Boris Johnson ha dato il via ai lavori nel salone principali dove sono presenti 120 capi di stato e di governo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:30

La performance di una giovane suonatrice di cornamusa scozzese ha dato inizio al World Leaders Summit dei capi di stato e di governo nel salone principale dove si tiene la Cop 26. Sono presenti 120 fra capi di stato e di governo. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è accompagnato dal suo inviato per il clima, John Kerry, e dall’ex vicepresidente Al Gore. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi è seduto vicino al principe Carlo e alla moglie Camilla e chiacchiera con loro.

L’apertura del summit da parte di Boris Johnson

Boris Johnson richiama le parole di Greta Thunberg e afferma in apertura della Cop 26 di Glasgow che dopo l’Accordo di Parigi del 2015 il mondo ha fatto troppo poco sul fronte della lotta al cambiamento climatico. «Ora è il momento di agire», ha sottolineato, richiamando l’obiettivo di fermare il surriscaldamento della Terra sotto il tetto di 1,5 gradi. Ha rimarcato che «le tecnologie, le idee», i finanziamenti ci sono, ma serve «la buona volontà». Facciamo sì che questa conferenza sia l’inizio d’una marcia per «disinnescare la bomba, l’inizio della fine del cambiamento climatico”; altrimenti le future generazioni «non ci perdoneranno».

Il premier Johnson ha inoltre utilizzato l’immagine di James Bond e di 007, il “figlio più famoso di Glasgow” quale fonte d’ispirazione per salvare la Terra: stavolta dal pericolo dei cambiamenti climatico “prima che sia troppo tardi”

Il pensiero del segretario generale dell’Onu António Guterres

Il massimo esponente delle Nazioni Unite nel suo discorso di apertura della Cop 26 ha sancito l’importanza dei cambiamenti che devono essere attuati celermente con queste parole: “È giunto il momento di dire addio al carbonio. Abbiamo l’impressione di essere sulla buona strada ma è soltanto un’illusione” ed ha proseguito sottolineando che “siamo sempre più vicino alla calamità” e il fallimento “non è un’opzione. I piccoli stati insulari in via di sviluppo stanno vivendo il cambiamento climatico. Per loro, il fallimento è una condanna a morte”.

Le parole del Principe Carlo d’Inghilterra

Il Principe Carlo d’Inghilterra ha sottolineato la necessità che “I Paesi si uniscano in questa lotta. Ci vorranno trilioni. Serve una campagna in stile militare per indirizzare le forze del settore privato globale, che ha migliaia di miliardi a disposizione”.

Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi

Il premier Mario Draghi ha sottolineato la necessità di “ascoltare i giovani e renderli orgogliosi” e le “gravi ripercussioni” che il cambiamento climatico può avere sulla pace e sulla sicurezza globali. Successivamente ha evidenziato che lo stesso può portare a “nuovi flussi migratori e contribuire al terrorismo e alla criminalità organizzata. Il cambiamento climatico può dividerci”. Infine, egli ha espresso la volontà di “andare oltre con la Cop 26, molto più di quanto abbiamo fatto al G20. Dobbiamo accelerare il nostro impegno per contenere l’aumento della temperatura al di sotto di 1,5 gradi. Dobbiamo basarci sull’accordo del G20 e agire in modo più rapido e deciso”

Il pensiero del Presidente degli Stati Uniti

Joe Biden ha posto l’accento sull’importanza della tutela delle generazioni future con queste parole: “Faremo quello che è necessario o faremo soffrire le future generazioni? Questo è il decennio decisivo sul clima, e la finestra si sta chiudendo rapidamente. Glasgow deve dare il calcio di inizio al cambiamento. Nella lotta ai cambiamenti climatici nessuno può farcela da solo, agire è nell’interesse di tutti. Dobbiamo investire nell’energia pulita, ed è quello che faremo negli Usa, ridurremo le emissioni entro il 2030″

Il prosieguo della giornata

Dopo i discorsi inaugurali, nel pomeriggio Johnson presiede una tavola rotonda — cui partecipa anche Mario Draghi — che vedrà assieme alcune delle maggiori economie mondiali con i Paesi più esposti al cambiamento climatico, per capire su quali fronti occorre agire e dare il tono alle discussioni delle prossime due settimane. Prima della tavola rotonda Johnson avrà una serie di incontri, tra cui un bilaterale con il premier israeliano Naftali Bennet, e con quello libanese Najib Mikati.

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