Incidente all’Interporto di Bologna: morto operaio magazziniere 22enne

Un operaio magazziniere di 22 anni originario della Guinea Bissau è morto in un incidente sul lavoro avvenuto questa notte all'Interporto di Bologna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:07

Ancora una morte bianca in Italia, ancora una tragedia sul posto di lavoro. Un operaio magazziniere di 22 anni originario della Guinea Bissau è morto in un incidente sul lavoro avvenuto intorno alle una di questa notte all’Interporto di Bologna, il polo logistico che ha sede a Santa Maria in Duno di Bentivoglio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Molinella.

L’incidente mortale all’Interporto di Bologna

Dalle prime informazioni riportate da Bologna Today, sembra che il giovane – un operatore della Logistica – sia morto schiacciato sotto un camion mentre era al lavoro.

Nello specifico, il giovane – scrive Il Resto del Carlino – stava lavorando in un magazzino del corriere Sda Express Courier nel blocco 13.4 quando, per cause in corso di accertamento, è rimasto incastrato tra una ribalta del magazzino – il punto di carico/scarico merci – e il mezzo pesante parcheggiato a ridosso per il carico merce. Il 22enne è rimasto schiacciato fra il camion e la paratia. Il giovane operaio, a quanto risulta, era dipendente della cooperativa di trasporti Metra. 

Nell’impatto ha riportato gravi ferite all’addome e al torace. Soccorso dai sanitari del 118, giunti sul posto con un’auto medica e un’ambulanza, non è sopravvissuto. Ancora ignote le esatte dinamiche del sinistro che, profilandosi come un incidente mortale sul lavoro, è stato affidato alla ricostruzione dei militari dell’Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL).

Inail: 772 i morti sul lavoro nei primi otto mesi del 2021

Lo scorso 15 ottobre, un altro operaio era morto sul luogo di lavoro, a Sassari, schiacciato da un muletto. Il giorno prima, un altro operaio ha perso la vita in un incidente sul lavoro in un’azienda di logistica nel sud della Sardegna, cadendo da un’impalcatura.

Cresce il numero delle morti bianche e degli infortuni. Secondo i dati INAIL, le denunce di infortuni sul lavoro nei primi otto mesi del 2021 – dunque senza contare settembre e ottobre – sono aumentate dell’8,5% rispetto allo stesso periodo del 2020. Quelli mortali sono stati 772, 95 in più rispetto alla rilevazione di luglio. Una strage che continua,  nonostante il calo del 6,2% rispetto al 2020 che peraltro risulta poco significativo perché segnato dal lockdown.

I dati INAIL 2020

I dati sulle denunce di infortunio nel 2020 registrano, rispetto all’anno precedente, un calo dei casi in complesso e l’aumento significativo di quelli mortali. Sono state registrate poco più di 571mila denunce di infortuni accaduti nel 2020 (-11,4% rispetto al 2019), un quarto delle quali relative a contagi da Covid-19 di origine professionale. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati 375.238 (-9,7% rispetto al 2019), di cui 48.660, pari al 12,97%, avvenuti “fuori dell’azienda”, ovvero con “mezzo di trasporto” o “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro.

I casi mortali denunciati all’Inail sono stati 1.538, con un incremento del 27,6% rispetto ai 1.205 del 2019 che deriva soprattutto dai decessi causati dal Covid-19, che rappresentano oltre un terzo del totale delle morti segnalate all’Istituto. Gli infortuni mortali per cui è stata accertata la causa lavorativa sono 799 (+13,3% rispetto ai 705 del 2019), di cui 261, circa un terzo del totale, occorsi “fuori dell’azienda” (i casi ancora in istruttoria sono 93). Gli incidenti plurimi, che hanno comportato la morte di almeno due lavoratori contemporaneamente, sono stati 14, per un totale di 29 decessi.

La pandemia ha fortemente condizionato l’andamento del fenomeno infortunistico nel 2020ha spiegato Bettoni commentando questi dati – Da un lato, infatti, ha comportato la riduzione dell’esposizione a rischio per gli eventi ‘tradizionali’ e ‘in itinere’, a causa del lockdown e del rallentamento delle attività produttive, dall’altro ha generato la specifica categoria di infortuni per il contagio da Covid-19”.

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