Alle strutture sanitarie altri 3 milioni di euro dai fondi dell’otto per mille

Il sostegno della Cei alla riorganizzazione interna attraverso la quale gli ospedali cercano di rispondere all’emergenza sanitaria. Sos indenitamento per le attività economiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:01
Il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve
Continuando l’opera di sostegno alle strutture ospedaliere, molte delle quali stanno radicalmente modificando la propria organizzazione interna per rispondere all’emergenza sanitaria, la Conferenza episcopale italiana, presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti,  mette a disposizione altri 3 milioni di euro, provenienti dai fondi dell’otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, a beneficio della Fondazione Policlinico Gemelli, dell’Ospedale Villa Salus di Mestre, dell’Ospedale Generale Regionale Miulli di Acquaviva delle Fonti (in provincia di Bari).

Sos indebitamento

In molte zone d’Italia al lockdown si stanno accompagnando segnali di un rapido deterioramento della tenuta sociale. Chiedere un prestito a volte è l’unica via per la sopravvivenza, ma, avvertono gli esperti, attenti a non finire schiacciati dai debiti. “Con alcune accortezze, è possibile fare richiesta e tutelarsi per il futuro“, assicurano. Il coronavirus porterà a quella che sarà, con ogni probabilità, la crisi economica più profonda dal secondo dopo guerra ad oggi. La necessità di limitare la diffusione del virus ha portato alla chiusura di centinaia di migliaia di attività commerciali, fabbriche ed uffici. Milioni di persone di sono ritrovate senza un reddito certo o con una forte diminuzione delle entrate, senza che a questo corrispondesse un’eguale riduzione delle spese da sostenere. “Una situazione che ricorda molto la crisi economica che nel 2008 colpì tutto il mondo, mettendo in ginocchio milioni di persone e dando via a quel terribile fenomeno che in Italia fu chiamato “suicidi di Stato”, ovvero, cittadini e imprenditori senza via di uscita da un eccessivo indebitamento, che sceglievano di togliersi la vita- afferma Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it, che assiste privati ed aziende per uscire dal sovraindebitamento-.Oggi, proprio come nel 2008, molte persone hanno necessità di accedere a liquidità, magari per poter pagare gli stipendi dei dipendenti, ora che non ci sono entrate, o per cercare di continuare ad investire nella propria attività, attuando migliorie o cambiando l’asset, per farsi trovare pronti quando arriverà, finalmente, la fine di questo incubo”.

Vedemecum

“In uno dei primi decreti emanati, il governo ha bloccato la possibilità alle banche di revocare gli affidamenti alle aziende fino al 30 settembre- evidenzia Bertollo-. Ma le aziende nei prossimi mesi si vedranno sommerse da insoluti, peggiorando il loro rating con la conseguenza che dal primo di ottobre vedremo uno tsunami di revoche e richieste di rientro. Molte persone, dunque, saranno costrette a chiedere un prestito, ma a loro voglio rivolgere un appello: siate prudenti, rispettate alcune accortezze, ed eviterete di finire schiacciati dei debiti e dai loro tassi di interessi. So che è una utopia, ma per il futuro teniamo sempre a mente che se gli imprenditori non inizieranno a capitalizzare le proprie aziende, saranno sempre sotto ricatto del sistema bancario”. Ecco, dunque il vademecum per la richiesta di prestiti in tempo di coronavirus, proposto da Legge3.it. Prima di chiedere un prestito, fate una stima di quanto denaro vi servirebbe. Ora calcolate quanto potreste risparmiare cambiando le vostre abitudini personali riducendo le spese complessive e introducendo dei cambiamenti e dei piccoli tagli al “non necessario” anche all’interno della vostra attività. Questo calcolo è importantissimo, poiché vi permetterà di chiedere una somma minore.

Sostenibilità

Meglio finanziare la propria azienda con i propri soldi, che potremo eventualmente recuperare in seguito, e partendo da una riduzione delle spese non necessarie. Il prestito deve creare reddito futuro, quindi evitare di chiedere soldi per cose che non sono strettamente necessarie e che non siano connesse al vostro business. Se la casa in cui viviamo ha bisogno di essere ritinteggiata, o volevate usarli per una vacanza in famiglia, per rilassarvi dopo la quarantena, meglio lasciar perdere. Anche se non siete dei contabili, armatevi di calcolatrice e informatevi bene prima di sottoscrivere una richiesta, leggendo bene anche (e soprattutto) le voci scritte in piccolo sui moduli. Spesso questi documenti sono pieni di sigle e percentuali che il richiedente non conosce e non comprende bene. Abbiamo la grande fortuna di poter accedere a Internet, la più grande fonte di informazioni. Cercate in rete (ma su siti attendibili) ogni sigla e ogni percentuale, per capire cosa comporta per la vostra richiesta. Calcolate l’ammontare effettivo della somma da restituire e l’incidenza degli interessi. Valutate, ora, la capacità di poter sostenere tale spesa, alla luce di quanto la vostra attività sarà in grado di rendere. Scegliete dove chiedere il prestito, individuando la soluzione migliore per le vostre esigenze. Oggi esistono molti siti che comparano tassi di interesse e sostenibilità. Affidatevi a questi strumenti, ma fate anche una verifica parallela, controllando la presenza di eventuali promozioni sui siti di finanziarie e banche. In ultimo, contattate il vostro consulente finanziario, chiedendogli se ci sono tassi agevolati per chi è correntista presso il loro istituto già da tempo. Consultate un’associazione di professionisti: avere il parere di un team di esperti vi aiuterà a valutare l’effettiva utilità del prestito e, soprattutto, la sua sostenibilità.

 

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