Napoli, Furlan contro Renzi: “Ai lavoratori servono interventi veri, non slide”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:37

“A Renzi dico che abbiamo bisogno di cose vere e non di slide”: così Annamaria Furlan, nell’intervento di chiusura alla manifestazione organizzata dal suo sindacato, che si è tenuta oggi a Napoli. “Il popolo della Cisl – ha spiegato il leader del lavoratori -non si consulta online ma attraverso contrattazione e incontri”.

La manifestazione della Cisl al Palapartenope di Napoli, riunisce i delegati della Cisl delle regioni meridionali: secondo i vertici dell’organizzazione, erano presenti circa 10 mila persone. Sul palco, si sono susseguiti gli interventi dei delegati che hanno lanciato a Renzi, come è successo ieri a Firenze, messaggi e appelli per ascoltare le voci e le richieste di chi è in prima linea nei luoghi di lavoro e ha a cuore il rilancio e lo sviluppo del Paese.

Intervenuta per la chiusura della giornata di mobilitazione, Annamaria Furlan ha spiegato: “Siamo un grande sindacato coerente e responsabile che non vive di stagioni. Non siamo un movimento di opinione ma un’organizzazione confederale con 4 milioni e mezzo di iscritti”. La sindacalista è poi tornata sul tema del contratto nazionale, su cui si era già espressa alla Leopolda di Firenze: “Le contrattazioni aziendale e territoriale vanno affrontate fino in fondo”.

“Per far ripartire il Paese – ha aggiunto – non basta una giornata di sciopero generale, ci vuole una mobilitazione continua del mondo del lavoro e una nostra capacità di proposta“.E sulla contrattazione il messaggio a Renzi è chiarissimo: “Come fa a sostenere di rafforzare il secondo livello contrattuale se poi taglia la decontribuzione di quel livello e non finanzia la defiscalizzazione di quel contratto. Abbiamo bisogno di cose vere, non di slide. Il popolo Cisl si consulta con la contrattazione e non online”.

Infine, si scagliata contro il premier: “Diciamo a Renzi, che tanto parla e che qualche volta straparla di contrattazione: come fai a sostenere quello che anche la Cisl dice, cioè rafforzare il secondo livello contrattuale, se poi tagli la decontribuzione in quel livello e non finanzi la defiscalizzazione in quel contratto?”

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