La Svezia a un passo dalla crisi di governo, la maggioranza non firma il bilancio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:24

Un paio di mesi dopo le ultime elezioni legislative, la Svezia sembra a un passo dalla crisi di governo. Potrebbe essere la legislatura più breve della storia degli ultimi 80 anni del paese scandinavo, quello guidato dal premier Stefan Loefven, a capo di una minoranza di centro-sinistra, che ha vinto le elezioni per un soffio lo scorso 14 settembre.

E’ stato lo stesso presidente del Consiglio ad annunciare i colloqui con i Democratici svedesi sono falliti: l’accordo con la formazione di estrema destra, che ha preso il 13% dei consensi a settembre, era cruciale per l’approvazione del bilancio. Dunque, il documento non sarà firmato dagli esponenti del partito, che sottoscriveranno invece la proposta presentata dai 4 partiti del centro-destra. A quel punto, il premier non avrebbe più la maggioranza in Parlamento. In particolare, nel mirino della destra ci sono gli aumenti delle tasse e della spesa pubblica contenuti nel documento presentato dal partito di Loefven. Ma il premier si è detto indisponibile a gestire un bilancio di altri e ha avvertito che se il suo fosse bocciato, manderebbe quello approvato in Commissione Finanze oppure si dimetterebbe, lasciando seguito a nuove elezioni.

I Democratici svedesi avevano chiesto un taglio del 50% degli immigrati in arrivo: la Svezia è notoriamente un paese accogliente per chi chiede asilo politico. Ma l’anno prossimo potrebbero arrivare 95 mila immigrati in fuga da Siria e Iraq, secondo quanto prevedono gli osservatori internazionali_ troppi per un’economia solida, ma che ha un tasso di disoccupazione sopra l’8% e che lotta contro la deflazione.

Dopo l’annuncio del fallimento dei colloqui, la corona svedese ha perso l’1,2%: dal centro-destra non sono arrivati segnali di apertura. La coalizione composta da 4 partiti ha ribadito che voterà per la propria proposta di bilancio. Il centro-sinistra è formato da tre partiti, i Social Democratici e i Verdi al governo e la Sinistra, che lo appoggia dall’esterno.

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