Legge Delega in materia di disabilità: la strada è quella giusta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:56

Il testo definitivo della Legge Delega al Governo in materia di disabilità, ossia della Legge 227/21, all’articolo 2, lettera c, punto 4, prevede che “la valutazione multidimensionale assicuri, sulla base di un approccio multidisciplinare e con la partecipazione della persona con disabilità e di chi la rappresenta, l’elaborazione di un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato”. Ciò rappresenta un’applicazione concreta di quel cambio di visione rappresentato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità che, in svariati punti, sottolinea la fondamentale partecipazione della persona con disabilità stessa nei processi decisionali riguardanti la sua persona. In altri termini, ciò indica una applicazione importante del cosiddetto principio di autodeterminazione che, in passato, soprattutto per quanto riguardava le persone con disabilità intellettiva e relazionale, non veniva tenuto abbastanza in considerazione.

Il passo che stiamo compiendo è molto importante, stiamo passando ad un sistema di welfare più inclusivo, il quale riconosce a tutte le persone con disabilità, indipendentemente dalla loro patologia e condizione, il diritto a esprimere il loro punto di vista in merito alla cosiddetta presa in carico, nei tempi e nei modi a loro congeniali. Alla Legge Delega al Governo in materia di disabilità dovranno seguire gli atti applicativi che daranno effettiva attuazione a quelli che oggi sono dei princìpi e delle linee guida generali. Il fulcro di ogni azione dovrà sempre essere il coinvolgimento della persona con disabilità, indipendentemente dalla tipologia di limitazione e dall’intensità del suo bisogno di sostegno, soprattutto nella stesura del Progetto di Vita.

Stiamo percorrendo la strada giusta e non possiamo attendere oltre. Le istituzioni, il mondo del Terzo Settore e del volontariato devono essere coinvolti in questa fase di mutamento. L’obiettivo deve essere sempre quello di mettere al centro la persona con disabilità affinché possa essere appieno l’artefice della propria vita e del proprio futuro senza che ci sia alcun fattore che impedisca la piena inclusione.

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