La pandemia evidenzia i ritardi nei trasporti

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Il COVID sta cambiando molte priorità nelle nostre teste, nei nostri cuori  e si spera in quelle di chi ci governa a livello centrale  come nelle Città. La salute, l’ambiente, il lavoro, i trasporti sembrano ai primi posti insieme al benessere interiore. Uno dei settori che non occupava mai le prime pagine dei giornali e dei Tg, salvo grandi incidenti, è quello dei trasporti. Ora si è capito che senza i camionisti, senza la logistica, il Paese non vivrebbe e nelle grandi crisi ancora di più. Basta vedere il grande impegno teso a organizzare un sistema logistico efficiente che distribuisca in tutto il Paese il vaccino anti-Covid.

Abbiamo anche capito che il Covid è stato sicuramente favorito dal nostro ambiente e dall’alto inquinamento delle nostre Città, in particolare quelle della Pianura Padana.
La consapevolezza di trasferire il traffico dalla strada alla rotaia, sia treno che Metropolitana, sta crescendo per fortuna è non è più limitata alle migliori teste del,settore trasporti. Precursori di questa linea sono stati sicuramente gli incentivi che il Governo, di cui ho l’onore di aver fatto parte, sblocco nel 2008 a favore delle Autostrade del Mare e nel 2009 con la ideazione del Ferrobonus, l’incentivo ai trasportatori ad usare il treno.

Questo movimento ora sta accelerando la ideazione di un nuovo tipo di trasporto pubblico locale. Lo slogan è Città a 15 minuti. Peccato che il nostro Paese sia quello più arretrato nella dotazione di linee Metropolitane, la infrastruttura senza della quale raggiungere ogni parte della Città in 15 minuti non sarebbe possibile. La rete metropolitana di Madrid da sola ha un numero di Km superiore al totale dei km delle Metropolitane italiane. Questo perché nel 1975, dopo la vittoria delle sinistre nelle grandi Città al grido No alle grandi opere, a Torino si bloccò la costruzione della Linea 1 della Metropolitana.
Bisogna aspettare i primi anni 90 per avere la Legge con la quale lo Stato si impegna a finanziare con il 60% la costruzione di nuove Linee di Metropolitana.

Ma anche questo non bastò, perché la mia Torino si decise a dare il via alla costruzione della Linea 1 solo nel 2000 costretta dalla richiesta del CIÒ che per assegnare alla Città le Olimpiadi invernali del 2006 pose come condizione la costruzione di una Linea di Metropolitana e il collegamento AV tra Torino e l’aeroporto internazionale della Malpensa. Sono passati 14 anni dalla inaugurazione della Linea 1 della Metropolitana di Torino e non abbiamo ancora il progetto esecutivo della Linea 2.

Ora la speranza ci arriva dalla vittoria del Movimento SITAV di Torino che avendo salvato la TAV con le sue grandi manifestazioni ha prodotto un vento favorevole alle infrastrutture dopo vent’anni di NO a tutto che avevano contribuito a bloccare la economia del Paese. La costruzione di reti di linee Metropolitane oltre a consentire di raggiungere in 15 minuti qualsiasi punto delle nostre Città, contribuirà a ridurre l’uso dell’auto, a diminuire la congestione del traffico, a ridurre gli incidenti stradali e a migliorare l’aria che respiriamo.

Così come il completamento della Rete ferroviaria AV consentirà a chi abita in una Città di raggiungere le città distanti 150 km in meno di un’ora. Anche la rete ferroviaria ad AV consentirà di ridurre l’utilizzo del trasporto su gomma, ridurrà la congestione del traffico, l’incidentalità e l’inquinamento.

Ovviamente per raggiungere questi importanti obiettivi occorrerà che al Ministero dei Trasporti e negli Assessorati ai trasporti delle Regioni e delle Città siano designati persone che conoscano i problemi e competenti in materia.

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