Polemiche contro la decisione della Raggi di rimuovere i manifesti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00

LLa sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha chiesto agli uffici competenti la rimozione dei “manifesti omofobi riconducibili all'assaciazione onlus Provita”. La notizia è stata diffusa dal Capidoglio, sotttolineando che la rimozione avrebbe riguardato i cartelli che ritraggono due giovani che spingono un carrello con dentro un bambino disperato e la scritta: “Due uomini non fanno una madre. #StopUteroinAffitto”. Per il Campidoglio “il messaggio e l'immagine veicolati dal certellone, mai autorizzato da Roma Capitale e dal Dipartimento di competenza, violano le prescrizioni previste al comma 2 dell'art. 12 bis del regolamento in materia di Pubbliche affissioni di Roma Capitale, che vieta espressamente esposizioni pubblicitarie dal contenuto lesivo del rispetto di diritti e libertà individuali”. Inoltre, la sindaca della Capitale ha sottolineato che “la strumentalizzazione di un bambino e di una coppia omosessuale nell'immagine del manifesto offendono tutti i cittadini“. 

De Poli: “Cosa ne pensa Fontana”

La decisione della Raggi ha innescato diverse polemiche. Il senatore e presidente Udc, Antonio De Poli, in un post su Facebook ha scritto: “Il sindaco di Torino Appendino dichiara che per lei due donne insieme sono famiglia. Il sindaco di Roma Raggi fa rimuovere i manifesti della campagna di Pro Vita e Family Day contro l'utero in affitto. Cosa ne pensa il governo? Cosa ne pensa il ministro della famiglia Fontana? Me lo chiedo perché il linguaggio della censura è grave in democrazia“. 

Il senatore, inoltre, parlando dei manifesti concorda che si tratta di “un'immagine terribile, ma questa è la realtà della pratica orribile dell'utero in affitto: si mercifica il corpo della donna e si considera il bambino come un oggetto che si può 'comprare'. La vita per noi ha un valore ben più alto: i bambini hanno diritto a una mamma e a un papà”. 

Rizzotti: “Cirinnà ordina e Raggi toglie”

La decisione di far rimuovere i manifesti non è piaciuta neanche alla senatrice di Forza Italia e vicepresidente del gruppo al Senato, Maria Rizzotti, che in una nota ha scritto: “La Cirinnà ieri ha 'ordinato' al sindaco Raggi di rimuovere i manifesti delle associazioni del Family Day che difendevano la famiglia e la procreazione naturale, difendevano i diritti dei bambini. E la Raggi, attivissima e efficiente sindaco di una capitale morente, ha subito eseguito con la risibile motivazione che si tratta di un messaggio omofobo lesivio del rispetto dei diritti e libertà individuali. Nulla di tutto questo – ha aggiunto la senatrice – si tratta invece di un gesto ideologico e intollerante che impedisce a chi non la pensa come il sindaco e la Cirinnà di esprimere le proprie idee e convinzioni che peraltro sono quelle della strgrande maggioranza dei cittadini”. 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.