MERCOLEDÌ 29 AGOSTO 2018, 14:18, IN TERRIS


COREA DEL NORD

Kirill ringrazia Kim Jong-un

Il patriarca della chiesa ortodossa russa manderà un suo delegato per i 70 anni dei rapporti del Paese asiatico con la Russia

REDAZIONE
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Il patriarca russo Kirill
Il patriarca russo Kirill
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irill, patriarca della Chiesa ortodossa russa, invierà un suo rappresentante nella capitale della Corea del Nord per celebrare la ricorrenza dei 70 anni di rapporti ufficiali dello Stato asiatico con la Russia. La guida del Patriarcato russo ha espresso sincere parole di ringraziamento nei confronti di Kim Jong-un per non aver ostacolato l'attività della comunità ortodossa a Pyongyang. Kirill ha inoltre auspicato un potenziamento del ruolo della Russia nelle trattative di pace tra le due Coree: “Da parte nostra, come Chiesa - ha detto il leader religioso - siamo anche pronti a sviluppare e rafforzare i legami umanitari, inclusa l’espansione dei contatti fra i fedeli dei nostri Paesi”.


Ringraziamenti

Kirill ha ringraziato il leader nordcoreano anche per aver concesso ad alcuni giovani del suo Paese di frequentare il seminario di Khabarovsk, città della Russia estremo-orientale. Kirill, all'epoca non ancora patriarca, ha visitato Pyongyang nel 2006 per inaugurare la locale chiesa della Trinità alla presenza di alti funzionari del regime comunista. Il luogo di culto è frequentato specialmente dal personale diplomatico di cittadinanza russa. E' probabile che la decisione di consentire l'inaugurazione dell'edificio sia stata presa dalle autorità nordcoreane nel 2002, dopo una visita di Kim Jong Il a Mosca, come segnale di distensione politica nei confronti del Cremlino. Il regime di Pyongyang, infatti, è noto per la durezza con cui ha cercato di eliminare ogni sentimento religioso dalla popolazione locale.


I cattolici

Nonostante ciò, nella capitale non c'è solo una chiesa ortodossa ma anche tre protestanti ed una cattolica. Secondo Padre Lee Eun-hyung, segretario generale della Commissione per la Riconciliazione del Popolo Coreano, sarebbero almeno diecimila i cittadini della Corea del Nord che continuerebbero a considerarsi cattolici nonostante i divieti e le persecuzioni del regime. Sempre secondo questa testimonianza, i credenti sarebbero costretti ad utilizzare lo stratagemma di contare i fagioli per poter recitare il rosario.

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