Mosca, espulso il vice-ambasciatore Usa

La notizia confermata dal dipartimento di Stato americano. Al Palazzo di vetro si riunisce il Consiglio di sicurezza dell'Onu

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:37

Il vice-ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca Bart Gorman è stato espulso dalla Russia, rende noto l’agenzia di stampa russa Tass. Conferma della notizia arriva dal dipartimento di Stato americano. Nella mattinata di oggi, l’esercito ucraino ha affermato che forze separatiste nell’Ucraine avrebbero sparato colpi di mortaio contro un villaggio nella regione di Lugansk e colpito un asilo, scrive Guardian. “Il bombardamento di un asilo a Stanytsia Luhanska da parte delle forze filorusse è una grande provocazione“, ha scritto in un tweet il presidente ucraino Volodymir Zelensky, “è importante che i diplomatici e l’Osce rimangano in Ucraina, le loro attività di monitoraggio sono un ulteriore deterrente. Abbiamo bisogno di un meccanismo efficace per registrare tutte le violazioni del cessate il fuoco”.

Dipartimento di Stato Usa: “Azione ingiustificata”

“L’azione della Russia contro il nostro vice capo missione è ingiustificata e la consideriamo una misura escalatoria“: lo afferma il dipartimento di Stato Usa, aggiungendo che sta valutando la risposta americana all’espulsione del vice ambasciatore Bart Gorman da Mosca.

La testata russa Novaya Gazeta spiega che il motivo della decisione non è stato specificato. Secondo Rbk, la misura è stata resa nota poco dopo una visita dell’ambasciatore americano John Sullivan al ministero degli Esteri russo, durata circa 15 minuti.

Appello alla moderazione

E’ iniziata al Palazzo di Vetro dell’Onu la riunione del Consiglio di Sicurezza sull’Ucraina,  presente anche il segretario di Stato Usa Anthony Blinken. “L’obiettivo degli Stati Uniti non è iniziare una guerra, ma evitarla” ha detto Blinken, sottolineando che “la diplomazia è l’unico modo sensato di risolverla”. L’Ucraina ha chiesto di discutere anche la proposta del parlamento russo di riconoscere gli autoproclamati separatisti del Donbass. L’ambasciatore di Kiev al Palazzo di Vetro Sergiy Kyslytsya ha affermato, in una lettera ai membri del Consiglio, che la mossa “ha ulteriormente aggravato le minacce sia all’integrità territoriale dell’Ucraina che all’architettura della sicurezza globale in seguito al rafforzamento militare in corso da parte della Russia vicino al confine”. Inoltre, Kyslytsya ha precisato che la decisione compromette gli accordi di Minsk. Le Nazioni Unite lanciano un appello alla “moderazione” da tutte le parti. Lo ha detto il sottosegretario agli affari politici Rosemary Di Carlo. “Non possiamo permetterci di fallire”, ha aggiunto.

L’asilo

L’esercito ucraino sostiene che le forze separatiste appoggiate dalla Russia nell’Ucraina orientale avrebbero sparato colpi di mortaio contro un villaggio nella regione di Lugansk, colpendo un asilo. Lo riporta il Guardian, che pubblica alcune immagini diffuse da ufficiali militari ucraini che mostrano l’asilo danneggiato preso di mira nel villaggio di Stanytsia Luhanska. Tre adulti sono rimasti feriti nel bombardamento con colpi di mortaio di un asilo avvenuto oggi nel villaggio di Stanytsia Luhanska, situato in territorio controllato dall’Ucraina: lo scrive in un tweet il corrispondente dell’Independent, Oliver Carroll, che ha inoltre postato un video che mostra l’interno della parte dell’asilo colpito, sottolineando che in quel momento i bambini “erano in un’altra stanza”. “Ho parlato con un operatore umanitario, il quale ha confermato che il numero dei feriti ora è di tre: un insegnante, un’assistente alla lavanderia e una guardia giurata. I bambini erano in un’altra stanza”, si legge nel tweet.  “Il bombardamento di un asilo a Stanytsia Luhanska da parte delle forze filorusse è una grande provocazione. È importante che i diplomatici e l’Osce rimangano in Ucraina, le loro attività di monitoraggio sono un ulteriore deterrente. Abbiamo bisogno di un meccanismo efficace per registrare tutte le violazioni del cessate il fuoco”, ha twittato Zelensky. C’è stata oggi una telefonata tra il capo di stato ucraino e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. “Stiamo seguendo da vicino la situazione sul campo. E’ urgentemente necessaria una de-escalation“, scrive in un tweet Michel, esprimendo la “solidarietà dell’Ue all’Ucraina”.

Il Consiglio “informale”

Si è tenuto oggi a Bruxelles un Consiglio europeo “informale” sugli sviluppi della situazione in ucraina, convocato ieri dal presidente Michel. “Per il momento episodi di de-escalation sul terreno non si sono visti”, ha detto al termine il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, “dobbiamo perseguire la strategia della deterrenza ferma, non dobbiamo mostrarci deboli”. “L’obiettivo è ora far sedere al tavolo il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’Italia sta facendo il possibile per sostenere questa direzione”, ha detto ancora il premier, nel giorno in cui il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio ha incontrato il suo omologo russo Sergej Lavrov. “Zelensky in una telefonata che abbiamo avuto ieri ha chiesto la possibilità di riuscire a parlare con il presidente Putin e vedere se l’Italia avesse potuto fornire aiuto su questo fronte. La stessa richiesta è stata rivolta ad altri al tavolo” – ancora il capo dell’esecutivo italiano -“non sarà facile ma l’obiettivo è quello. Tutti i canali di dialogo vanno utilizzati con la massima determinazione”. Il presidente del Consiglio dovrebbe recarsi a Mosca nei prossimi giorni.

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