Elisabetta II, la premier Truss: “Choc per la Nazione ma uniti per il re”

La premier britannica, la quindicesima del regno di Elisabetta II, ha tenuto un discorso a Downing Street: "È stata la roccia su cui è stato costruito il Paese"

Liz Truss discorso

Una storia lunga settant’anni. Da Winston Churchill a Liz Truss, la regina Elisabetta II ha visto la porta di Downing Street aprirsi e chiudersi, mossa da personaggi che hanno segnato la politica britannica del Novecento e del primo ventennio del XXI secolo. Legata da un legame quasi familiare a Sir Winston, alla sua morte, nel 1965, la sovrana disse pubblicamente che nessuno avrebbe mai potuto prendere il suo posto. Perlomeno a livello affettivo. E in effetti, pur avendone visti, conosciuti e scrutati politicamente in tutto altri quattordici, il rapporto fra Elisabetta e i suoi primi ministri non è sempre stato idilliaco. Anche per la personalità preponderante della regina, che mal si sposò con caratteri più rigidi come quello di Margareth Thatcher, riuscendo invece a tessere buoni rapporti i laburisti Harold Wilson e James Callaghan.

Un’intera epoca attraversata fino a guardare negli occhi i ministri della Brexit, da Theresa May a Boris Johnson, fino alla stessa Liz Truss. Lei, tory inizialmente contraria all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, ritrovatasi ad annunciare al Paese la salita al trono di un nuovo monarca, pochi giorni dopo il suo insediamento al numero 10.

L’annuncio di Truss

La morte della Regina “è uno choc per la Nazione e per tutto il mondo”. Il volto serio, la consapevolezza di essere al centro della Storia. La premier non impiega molti minuti a informare una Nazione che il suo dolore lo sta già vivendo da ore. Perfettamente in grado di capire quanto una vita trascorsa con il simbolo di “Lilibeth” stia definitivamente per voltare pagina. La stessa premier parla di lei come di “una roccia su cui è stato costruito il Paese”. Ma c’è anche una nuova storia da costruire e la leader Tory lo sa. Il Regno Unito, ha detto Truss, dovrà unirsi per offrire “lealtà e devozione” a re Carlo III. Ricordando al Paese intero quella che, d’ora in poi, sarà la preghiera per la protezione del regno: “God Save The King”. Carlo, una vita da erede, sale ora al trono più importante. Con il lutto nel cuore e l’onere di portare il suo Paese in una nuova epoca. Quella che apre, stavolta davvero, un nuovo capitolo.