Immuni, scendono in campo i medici di famiglia

Bisogna continuare a sensibilizzare. Ecco perché saranno coinvolti migliaia di studi medici in tutt'Italia e cosa si farà al loro interno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:42

“Nella fase di convivenza con il virus, i medici di famiglia ancora una volta sono in campo, per promuovere l’uso dell’App Immuni, strumento fondamentale e tra i più efficienti per un rapido tracciamento dei contagi”. Così il segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale FIMMG, Silvestro Scotti, nell’incontro avuto con il ministro della Salute Roberto Speranza.  Scotti ha annunciato l’avvio di una campagna di sensibilizzazione che coinvolgerà migliaia di studi medici sparsi in tutta Italia. Qui dove saranno affissi manifesti che invitano a scaricare l’App Immuni. Inoltre si mobiliterà su tutti i canali social con mini spot sul tema.

A cosa serve l’App Immuni

“Solo scaricando l’App Immuni si potranno controllare efficacemente i nuovi focolai di infezione da Covid-19 ed evitare di essere costretti ad un nuovo lockdown”, ha detto Scotti spiegando la scelta della medicina generale di scendere in campo a sostegno del ministero della Salute per sensibilizzare i cittadini sull’utilità del tracciamento, che permette di intervenire con tempestività spezzando sul nascere le nuove catene di contagio.

Il ruolo dei medici di famiglia

“Saranno sempre i medici di famiglia a chiarire ogni dubbio sull’applicazione e a spiegare perché è di vitale importanza attivarla sul proprio cellulare. La medicina generale – conclude Scotti – continua a rappresentare nella propria autonomia uno strumento al servizio della comunità e del Servizio sanitario nazionale. Con il nostro impegno, e l’App Immuni, tornare alla normalità è possibile, puntare sulla medicina generale per parlare con i cittadini di salute resta il metodo più efficace da ieri ma anche oggi e domani, soprattutto perché la fiducia nei nostri confronti nasce dall’aver vissuto la pandemia in prima linea al fianco delle nostre comunità”.

La testimonianza

E proprio in prima linea sono stati anche Mariateresa, Luca e Paolo, tre giovani medici di famiglia che si sono mobilitati fin dalle prime ore dalla scoperta del primo caso Covid-19 in Italia. “Nelle ore più dure a Vo’ Euganeo, Mariateresa, Luca e Paolo si sono offerti volontari per sostituire i colleghi medici messi in quarantena. Erano gli unici ad entrare e uscire dal paese tenendo i contatti tra famiglie isolate. Hanno visitato i bambini rimasti senza pediatra e curato chi aveva ferite ma non poteva andare in ospedale. La loro dedizione e passione è un pezzo dell’Italia più bella e conferma le potenzialità e la forza del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Grazie”. Così il ministro Roberto Speranza ha voluto ringraziare i medici di famiglia per i loro impegno nella periodo più acuto dell’emergenza.

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