Disgelo a Cuba, liberati 53 prigionieri politici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:30

Gli Stati Uniti hanno annunciato che il governo cubano ha rilasciato una parte dei 53 detenuti considerati da Washington “prigionieri politici”, come promesso dall’Avana a dicembre, con l’annuncio della riapertura dei canali diplomatici e commerciali tra i due Paesi. A riferirlo è stata la portavoce del dipartimento di Stato americano Jen Psaki. “Hanno già rilasciato alcuni prigionieri e vorremmo vedere l’operazione completata in breve tempo” aveva dichiarato Psaki alla stampa, senza specificare il numero delle persone rilasciate fino a quel momento.

La decisione adottata dal governo cubano rientra nell’ambito della “normalizzazione” dei rapporti fra Stati Uniti e Cuba, che comprende, oltre al rilascio di prigionieri politici di entrambe le parti, anche l’apertura delle rappresentanze diplomatiche, l’allentamento dell’embargo e la rimozione delle restrizioni sui viaggi. Il 17 dicembre scorso i leader dei due Paesi tennero, in contemporanea, un discorso ai rispettivi popoli, 55 anni dopo la rivoluzione avviata da Fidel Castro. “Porremo fine a questo approccio oramai vecchio con Cuba” – aveva dichiarato il presidente Usa Barack Obama subito dopo l’inizio delle trattative – “Ho dato al segretario di Stato John Kerry il mandato di avviare negoziati immediati con Cuba per riavviare il dialogo fermo dal 1961”.

È anche grazie a Papa Francesco se si è arrivati alla trattativa di pace tra Cuba e Usa. Il Pontefice aveva infatti spedito a Obama e Castro due lettere all’inizio della scorsa estate esortando i due leader a perseguire relazioni più strette. Un invito questo ribadito negli incontri in Vaticano tra i rappresentanti di entrambi i Paesi. “Voglio ringraziare Papa Francesco” per il ruolo svolto nel riavvicinamento tra Usa e Cuba, aveva dichiarato nei giorni successivi Barack Obama. Anche il presidente cubano, Raul Castro, aveva personalmente ringraziato il Vaticano “e in particolare Papa Francesco” per la sua mediazione nel dialogo con gli Stati Uniti, così come “il governo del Canada, per il modo in cui ha facilitato il dialogo ad alto livello” fra i due Paesi.

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