Accadde oggi: il 26 aprile 1938 nasceva Nino Benvenuti (VIDEO E AUDIO)

L'importanza dello sport, l'amore per il ring e la passione di una vita nelle parole di Nino Benvenuti per Interris.it

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“Nino Benvenuti è stato il Paolo Rossi del pugilato, non era potente ma era tecnico e rapido. Non ne parlo da giornalista appassionato di box ma da ammiratore perché conosco Nino da molti anni. La cosa più interessante e bella di Nino aldilà del fatto che sia stato il pugile più importante della storia del pugilato italiano, forse anche più di Carnera e Mazzinghi, è l’educazione, la civiltà e questo suo modo di porsi nei confronti delle persone, dei giornalisti e di altro. Nino è quello che è stato Pantani per il ciclismo e Baggio per il calcio, magari ha vinto meno di quanto poteva vincere, ma è entrato nell’immaginario di tutti come l’eroe, quindi tanti auguri Nino!”. Con queste parole il giornalista Ivan Zazzaroni ricorda il “più grande pugile della storia”, come affettuosamente lo definisce, facendogli i suoi auguri speciali.

Gli auguri di Ivan Zazzaroni

Nino Benvenuti, è considerato unanimemente una leggenda della boxe, è l’italiano con il palmares più ricco in assoluto: oltre a essere presente in tutte le Hall Of Fame, in passato anche Testimonial della FAO per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, è stato recentemente insignito del Premio Cultura Italia-Argentina e dei prestigiosi Premio Brera e Guirlande d’Honneur. Dopo aver conosciuto, a suo tempo, Papa Wojtyla, ha recentemente incontrato, insieme alla FPI, con la Nazionale Italiana e la Nazionale Argentina di Boxe, anche Papa Francesco. Nel 2017, durante la cerimonia ufficiale per il Cinquantenario della sua vittoria del Titolo Mondiale al Madison Square Garden di NY (17/07/67), ideata e organizzata dalla sua biografa e storica collaboratrice Anita Madaluni con il patrocinio del CONI e dell’Ambasciata Americana (evento dal titolo “L’Oro dei Cinquanta-Mezzo secolo da quella notte al Madison), è stato insignito – dalla Federazione Pugilistica Italiana – del titolo di Ambasciatore Italiano della Boxe nel mondo. Il 6 febbraio 2020, in Senato, a chiusura della presentazione dell’ultima opera che lo riguarda ( un fumetto dal titolo “Nino Benvenuti – Il mio esodo dall’Istria” scritto insieme a Mauro Grimaldi, ed. Ferrogallico, illustrazioni Giuseppe Botte, postfazione Emanuele Merlino), il sen. Ignazio La Russa ha rilanciato la proposta di nominare Nino Benvenuti Senatore a Vita.

Apertura de “L’ Oro dei Cinquanta” di Anita Madaluni, musiche Marcos Vinicius (Idyllium Music Publishing).

 

Per Interris.it le parole di Nino Benvenuti nel giorno del suo compleanno

Proprio oggi compie 82 anni. Le porto gli auguri di tutta la nostra redazione. Come trascorrerà questo compleanno e come sta vivendo questo periodo?
“Ottantadue? Digià? E…quando è successo? Non me ne sono proprio accorto! (sorride, ndr). Come quasi ogni 26 aprile (e, ora, visto l’isolamento per l’emergenza, ancora di più) la giornata sarà tranquilla, senza fasteggiamenti particolari. A casa, in famiglia, con mia moglie Nadì, il mio gatto e il mio cane Briciola. L’unico compleanno che ricorderò per i fasti e la incredibile sorpresa che mi colse totalmente impreparato fu quello che organizzò Anita (Madaluni, la sua storica collaboratrice, add. stampa e biografa ufficiale, ndr) per i miei 79.  Fece tutto a mia insaputa, in concomitanza con il mio Cinquantenario dal titolo mondiale al Madison Square Garden di NY. Quel giorno di tre anni fa fu memorabile quasi quanto quella notte che tutti gli italiani ancora oggi, ogni giorno, seppur a distanza di oltre mezzo secolo – mammia…fa impressione solo a dirlo! –  mi ricordano. Il Salone d’Onore era gremito, centinaia di persone, gente in piedi. Mi ritrovai il mondo attorno: dal Presidente Malagò a tutti i massimi esponenti dell’Arte, della Cultura, dello Spettacolo, e non solo dello Sport. Minà, Rivera, Arbore, Renis, Stelvio Cipriani, Don Backy; e tanti, tanti altri. Gianni Letta, Lando Buzzanca, Antonella Lualdi. Perfino Montezemolo e, in prima fila, oltre alla FPI col presidente LAI, anche l’Ambasciata Americana, senza contare l’amico Patrizio Oliva, il grande Pamich e poi faremmo prima a dire chi non c’era… Si aprì con un filmato sulla mia vita (“L’Oro dei Cinquanta” – regia di Anita Madaluni, voce narrante di Luca Ward e colonna sonora di Marcos Vinicius, ndr) e si chiuse con un video con gli auguri da parte di campioni da tutto il mondo. Fu un evento che mi mise letteralmente al tappeto per l’emozione. Certo…non riesco proprio a capacitarmi che, adesso, siano già 82. Anche se, in fondo, dentro di me, è un numero che sento capovolto”.

Papa Francesco con Nino e Anita Madaluni, addetto stampa

Nella sua vita da pugile ha vinto tantissimi premi e nella maggior parte delle gare che ha disputato ne è sempre uscito vittorioso: cosa si prova in quei momenti?
“Beh…si è lì, fra quelle quattro corde, con un unico scopo: vincere. Si sale sul ring solo per quello. E, raggiunto l’obiettivo, ci si sente realizzati. É una bella sensazione”.

Si dimentica il dolore fisico provato?
Direi di no. Il dolore resta. Anche dopo tanti anni, se si chiudono gli occhi e si visualizza un particolare scambio, rivivendo un pugno particolare, si riaccende precisa e puntuale la sensazione di quell’attimo. La preparazione mentale la adottavo anche durante i miei allenamenti, insieme a quella fisica e agonistica: prima di un match visualizzavo le qualità dell’avversario e mi concentravo sulla sua tecnica, immaginando come l’avrei neutralizzata con la mia opposizione”.

Il pugilato è stato la sua vita. Le manca il ring oggi?
“Non mi manca perché ha riempito totalmente la mia vita, da quando ero bambino, senza lasciare spazi vuoti. Una vera passione. Se non avessi potuto fare il pugile, avrei fatto il pugile (ride, ndr). O, comunque, mi sarei impegnato in una professione nella quale poter esprimere rispetto e coraggio. La Boxe, in ogni caso è, per me, come il primo grande amore. Non si può dimenticare”.

Schiacciamo il pulsante-ring

“La primissima immagine che Le si accende dentro, così, senza neanche pensare. Un montante al fegato. Dolorosissimo.  A seguire…la figura di Sugar Ray Robinson, senza dubbio il mio mito: lo seguivo, lo osservavo, lo studiavo. Cercavo di rubare il suo pensiero, il suo concetto di pugilato per poi applicarlo nella mia Boxe. Credo di esserci riuscito. In fondo, forse, avevamo qualcosa in comune. Umanamente, invece, nel mio cuore (pur essendo rimasto amico – sempre – di tutti i miei avversari), due figure hanno lasciato il solco, due fratelli acquisiti: Primo Carnera (la cui famiglia mi ha sempre trattato come un figlio) ed Emile Griffith”.

Cosa insegna il pugilato, quali sono i principali valori di questo sport?
“Facendo a pugni, affrontando l’avversario occhi negli occhi, ho imparato a scrutare l’animo umano capendo che la vita è, con te, in rapporto uno a uno. Proprio come la Boxe. Lo considero lo sport più vero, completo, che fonde, tutte in una, le diverse qualità degli altri sport. Che sono tantissime. Il Pugilato ti insegna a stringere i denti senza romperli. Tirare pugni non significa voler fare male. É un’arte, una vera Nobile Arte, quella di compiere azioni non di violenza fine a se stessa, ma di tecnica sopraffina e rispettosa. Non sei pugile perché pratichi il pugilato: fai il pugile perché lo sei”.

Nino con Julieta, la nipote di Carlos Monzon

Se volesse dare un consiglio ai ragazzi che oggi si avvicinano a questo sport, cosa si sentirebbe di dire?
“Se lo fate per hobby, ottimo! La ginnastica davanti a un sacco mette in moto una infinità di muscoli. E apporta benefici indiscutibili. Volete, invece, che sia la vostra vita? Allora il consiglio è: se quelle qualità di cui abbiamo parlato prima non le avete tutte, impegnatevi con tanta disciplina. In ogni caso, proprio con la FPI, è in programma di realizzare un progetto molto interessante rivolto alle scuole: “Boxando si impara“. Ne sarò testimonial anche attraverso il fumetto sulla mia vita, in libreria da febbraio “Il mio esodo dall’Istria”, scritto con Mauro Grimaldi (ed. Ferrogallico, illustrazioni Giuseppe Botte, postfazione Emanuele Merlino, ndr). Chissà…magari proprio fra quei bambini che andremo a incontrare potrebbe nascondersi qualche nuovo talento. Un…prossimo Giovanni Benvenuti, detto Nino

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