Un pittore in una rsa: la storia di Giovanni Salomone

Giovanni Salomone, ospite di Casa Mia Rosbella, del Gruppo Orpea Italia, grazie al sostegno della struttura e al suo talento ha realizzato la sua prima mostra di quadri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

Prendere in mano un pennello, preparare una tavolozza di colori e posizionare una tela bianca su un cavalletto. Sono i primi gesti che si fanno quando ci si appresta a dipingere un quadro. Ma mettere “nero su bianco” le proprie emozioni non è un gioco da poco: passare il pennello su quella tela, dare vita a un’opera ed esporla in una mostra, non vuol dire solo realizzare un sogno, ma anche permettere agli estranei che la ammireranno di dare una sbirciatina all’interno del proprio cuore. Un passo importante che in pochi attimi ti proietta al di fuori di un luogo sicuro, come lo può essere lo studio in cui si creano le proprie opere, e ti espone al pubblico giudizio.

Una mostra di pittura in rsa

La storia di Giovanni Salomone mostra come sia possibile, nonostante i problemi di salute, vincere le proprie paure e realizzare i propri sogni. E’ lui il protagonista di questa storia di coraggio e riscatto che si è svolta all’interno di una struttura di Orpea Italia, divisione italiana del Gruppo Orpea, attore di riferimento mondiale nella presa in carico globale e nella cura delle persone fragili. Il signor Salomone, 62 anni, a causa dei suoi problemi si salute è ospite nella residenza di Orpea Italia denominata Casa Mia Rosbella di Nizza Monferrato in provincia di Asti. Raggiungere questo traguardo per il signor Salomone è stato possibile anche grazie al percorso fatto nella struttura e all’incoraggiamento degli psicologi.

L’intervista

Fare questa mostra “è stata la possibilità di fare qualcosa di bello e mettermi alla prova”, spiega il signor Salomone, intervistato da Interris.it. “Ho iniziato a disegnare come autodidatta e in solitudine, da bambino, nella mia cameretta e con il tempo la pittura è diventata un canale importante per esprimere emozioni anche spiacevoli ed è stata un sollievo nei momenti difficili”, racconta non nascondendo “l’iniziale titubanza nell’esporre i quadri a persone estranee. Inoltre trovare un titolo ai quadri da esporre era come dover dare un nome alle emozioni che lo avevano guidato e renderle pubbliche, non trovavo parole”. Come lo stesso Giovanni ha spiegato, la pittura è da sempre stata una costante nella sua vita. Ha iniziato a dipingere all’età di sei anni, nella propria cameretta, insomma un passatempo solitario. Si è ispirato ai lavori di John Constable e Salvador Dalì; si è appassionato alla tecnica dell’olio su tela e della tempera su tela: la pittura diventa una forma di espressione e sollievo nei momenti più difficili della sua vita, compresi quella della malattia. Così, spiega Giovanni, “mi sono lasciato convincere da chi vedendo i quadri nella mia camera e vedendomi dipingere ha apprezzato quello che facevo“.

Un esempio da seguire

Quello del signor Salomone è un esempio da seguire: non lasciarsi sopraffare dalle avversità che la vita presenta, ma impegnarsi, con coraggio e dedizione per realizzare il proprio sogno nonostante le difficoltà. Questa storia, intrisa di emozione e passione, dimostra come inseguire i propri sogni non è mai troppo tardi, basta aprire quel cassetto con coraggio, magari sostenuti da chi la vita ci mette al fianco.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.