'Ndrangheta, maxi blitz contro la cosca Libri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:40

Vasta operazione nei confronti della cosca Libri di Reggio Calabria. Dalle prime luci dell'alba gli uomini della Polizia di Stato, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, stanno eseguendo 17 ordinanze di custodia cautelare, 12 in carcere e 5 agli arresti domiciliari. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei delitti di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti, porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo, con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa, tentata corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio.

L'attività investigativa

Nome in codice dell'indagine “Libro nero”, alla quale stanno partecipando oltre 150 agenti. Il clan dei Libri è uno dei più potenti e ramificati della Calabria, controlla numerosi quartieri della città reggina: Cannavò, Condera, Reggio Campi, Modena, Ciccarello, San Giorgio e le frazioni di Gallina, Mosorrofa, Vinco e Pavigliana. Secondo l'accusa numerosi imprenditori e politici locali sarebbero stati asserviti totalmente alle volontà della consorteria criminale in qualità di soggetti intranei o concorrenti esterni. Tra gli arrestati figurano, oltre ad elementi di vertice della cosca Libri, due noti imprenditori del settore edilizio, immobiliare e della ristorazione; un politico regionale, un avvocato penalista e un medico dentista, con l’accusa, a vario titolo, di far parte della cosca Libri o di averla favorita allo sviluppo del suo potere. Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Polizia di Stato con il determinante supporto delle intercettazioni e delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, grazie alle quali sarebbe stato possibile portare alla luce il pericoloso ed articolato intreccio politico-imprenditoriale-mafioso che avrebbe determinato il graduale potenziamento della cosca Libri. Nel corso dell'operazione, gli investigatori della polizia di Stato hanno messo i sigilli a numerose società riconducibili agli appartenenti alla cosca, operanti nel settore edilizio, immobiliare e della ristorazione, il cui valore complessivo, sarebbe nell'ordine di diversi milioni di euro.

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