Alarm Phone segnala un’imbarcazione con 47 persone alla deriva nel Mediterraneo

E' attraccata nel porto di Reggio Calabria la nave Dattilo della Guardia costiera con a bordo 584 migranti, soccorsi ieri in tre diversi interventi

Migranti naufragio Lampedusa

Un’imbarcazione con 47 migranti a bordo, che si troverebbe nel Mediterraneo centrale, alla deriva in condizioni meteo avverse, segnala Alarm Phone, che ne chiede l’immediato soccorso. E’ intanto attraccata a Reggio Calabria la nave Dattilo, della Guardia costiera, con a bordo 584 migranti, soccorsi in tre diversi interventi.  Nella notte sbarcate nel porto di Crotone quasi 500 persone che erano a bordo di un peschereccio intercettato da tre motovedette della Guardia costiera, che lo hanno condotto al sicuro nello scalo calabrese anche con l’aiuto di un rimorchiatore. 

L’allarme

Alarm Phone lancia l’allarme per 47 migranti alla deriva su un barcone proveniente dalla Libia mentre le condizioni meteo sono “estremamente avverse” e chiede che l’imbarcazione sia soccorsa “immediatamente”. L’allarme è stato rilanciato anche da Mediterranea Saving Humans. L’imbarcazione si troverebbe nel Mediterraneo centrale. Il mercantile Basilis L, spiega Allarm Phone in un un tweet, è in viaggio verso l’imbarcazione in difficoltà per soccorrere le 47 persone. “Tuttavia, temiamo che riporterà le persone in Libia. Devono essere portati in un luogo sicuro, non nelle terribili condizioni della Libia”.

Reggio Calabria

È appena attraccata al porto di Reggio Calabria la nave Dattilo della Guardia costiera con a bordo 584 migranti. A differenza di quanto previsto ieri, tra i migranti salvati non ci sono persone provenienti dall’hotspot di Lampedusa. Tutti i migranti a bordo sono stati stati soccorsi in mare nel corso di tre interventi diversi. Ancora non si conoscono i dettagli del salvataggio ma, dalle notizie apprese sul molo di ponente del porto di Reggio, sono circa 70 le donne e i bambini a bordo della nave Dattilo. Gran parte dei migranti a bordo di nave Diciotti, appartenente alla classe Dattilo infatti, sono uomini di cui ancora non è chiara la nazionalità. Le operazioni di accoglienza sono coordinate dalla Prefettura di Reggio Calabria. Sono appena iniziate le operazioni di sbarco sul molo di ponente del porto di Reggio Calabria. Dalla nave “Diciotti” (classe Dattilo) della Guardia costiera stanno scendendo i primi migranti. Si è cominciato dai bambini e dalle donne. Sono circa 70 a bordo della nave e con loro stanno scendendo anche i nuclei familiari. Subito dopo lo sbarco proseguirà con gli altri migranti. Due dei migranti sbarcati sono stati fatti salire in ambulanza e condotti in ospedale per accertamenti. Complessivamente sono 584 le persone soccorse della guardia costiera e già arrivate a Reggio Calabria. Al porto della città dello Stretto è intervenuto anche personale di Frontex che, stando a quanto si è appreso, è venuto a raccogliere informazioni.

Lo sbarco

Sono precisamente 487 i migranti, tutti uomini, sbarcati dopo la mezzanotte a Crotone da un vecchio e malandato peschereccio che è stato scortato nel porto da tre motovedette della Guardia costiera. Dai dati raccolti dall’ufficio immigrazione della questura di Crotone tra i migranti soccorsi ci sono 370 pakistani, 85 egiziani, 35 afgani. Complessivamente ci sono una quarantina di minori. Dalle nazionalità dei migranti che si trovavano a bordo della imbarcazione gli inquirenti ipotizzano che il viaggio sia iniziato dal porto di Tobruk in Libia, punto di incontro tra Pakistan ed Egitto, e non dalla Turchia come avviene di solito. La traversata è durata 5 giorni. Sono in corso le indagini per individuare gli scafisti ed accertare il porto di provenienza della imbarcazione. Il peschereccio è stato intercettato nel pomeriggio di ieri a circa 70 miglia dalla costa calabrese a seguito di una segnalazione di Frontex. Le unità navali della Guardia costiera lo hanno agganciato al largo dalla costa crotonese ed anche con l’aiuto di un rimorchiatore sono riusciti a condurlo al sicuro nel porto nonostante le pessime condizioni ed il sovraffollamento dell’imbarcazione.

Fonte Ansa