“Gruppi approfittano della tragedia di Cabo Delgado”. Sos dei vescovi del Mozambico

Situazione umanitaria sempre più allarmante. La conferenza episcopale del Mozambico: “Si diano prospettive ai giovani per fermare la guerra”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Mozambico

Per fermare la violenza in Mozambico la conferenza episcopale si appella alle istituzioni nazionali e internazionali. Già l’Onu aveva richiamato l’attenzione sui mozambicani sfollati. A causa dell’insurrezione jihadista iniziata del 2017. Nella provincia di Cabo Delgado. Nel Nord-Est del Mozambico. Sono, secondo le Nazioni Unite, “potenzialmente in grado di radicalizzarsi“. Se non vengono affrontate le cause primarie del conflitto in corso.Mozambico

La tragedia del Mozambico

L’Organizzazione internazionale per i migranti (Iom) stima che siano 11.104 le persone (1.452 famiglie) fuggite dalla città di Palma. E accolte in una scuola a Quitunda. La conferenza episcopale del Mozambico si rivolge alle forze politiche nazionali. Alle organizzazioni presenti nel martoriato Paese africano. Alla comunità internazionale. Affinché “uniscano le forze”. E aiutino le “popolazioni sfollate”. E creino “più opportunità di lavoro e sviluppo. Per tutti“.Mozambico

Contributo alla pacificazione

La mobilitazione dei vescovi del Mozambico è raccontata dall’agenzia missionaria vaticana Fides. L’episcopato chiede che “tutti contribuiscano alla pacificazione. Alla protezione della popolazione. Al blocco del finanziamento della guerra. All’isolamento. E all’arresto di individui o gruppi. Che approfittano della tragedia di Cabo Delgado”. Ben il 62% degli sfollati sono bambini. Il 21% uomini. E il 17% donne. Al primo posto delle necessità di queste persone c’è il cibo. Al secondo tende e altre attrezzature. Per ripararsi dalle intemperie. Al terzo posto coperte e vestiti. Molto grave è la situazione nel nord del Mozambico.

La stampante 3D inviata in Mozambico

In fuga

“Deploriamo e condanniamo tutti gli atti di barbarie commessi”, affermano i vescovi mozambicani nella sessione plenaria a Maputo. “A Cabo Delgado persone indifese vengono uccise. Ferite. Maltrattate. Le loro proprietà saccheggiate. Le loro case distrutte. E i cadaveri dei loro familiari profanati. I sopravvissuti sono costretti ad abbandonare la terra. Che li ha visti nascere. E dove sono sepolti i loro antenati“, riferiscono i presuli del Mozambico.

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