L’Iraq si appresta a ricevere la visita del Papa affidando a Maria la pacificazione

In Iraq una statua della Madonna è stata issata sulla chiesa di Qaraqosh che i jihadisti usarono come armeria

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
Iraq
Celebrazione della Messa nella Chiesa dell'Immacolata sottratta dal sedicente stato islamico a Qaraqosh, vicino Mosul, Iraq, 30 ottobre 2016 - Foto © Ahmed Jadallah per Reuters

Jorge Mario Bergoglio visiterà l’Iraq dal 5 all’8 marzo 2021. Il viaggio include Baghdad, la Piana di Ur, legata alla memoria di Abramo, la città di Erbil. Così come Mosul e Qaraqosh nella Piana di Ninive. Quando Papa Francesco visiterà Qaraqosh, ad accoglierlo troverà anche la grande statua della Madonna. Appena issata sulla torre campanaria della chiesa dedicata a Maria “al Tahira” (tutta pura). Dalla torre del santuario, la statua di Maria  svetta sul profilo della città situata nella Piana di Ninive.

Protezione mariana per l’Iraq

La collocazione della statua mariana assume una forte connotazione simbolica. Un segnale di rinascita della cittadina irachena. Abitata un tempo in grande maggioranza da cristiani siro-cattolici. E finita dal 2014 al 2016 sotto il dominio dei jihadisti dell’auto-proclamato Stato Islamico (Daesh). Il complesso di Santa Maria al Tahira è formato da due chiese. Quella antica, risalente al XIII secolo. E quella nuova, costruita nella prima metà del XX secolo

Ex presidio militare

Qaraqosh, riferisce Fides, è il luogo di culto più conosciuto e rappresentativo dell’intera città. Anche per questo, tra il 2014 e il 2016, i miliziani jihadisti di Daesh trasformarono proprio quel santuario in presidio militare. Utilizzandolo anche come poligono di tiro e deposito di armi. Durante e dopo l’occupazione jihadista, la chiesa è stata saccheggiata e devastata. Il suo restauro, avviato da tempo, ha avuto il suo compimento ideale nella collocazione della statua di Maria sulla torre del santuario. Iraq

Le ferite del conflitto

I jihadisti di Daesh, già insediatisi a Mosul, conquistarono Qaraqosh nella notte tra il 6 e il 7 agosto 2014. Costringendo alla fuga precipitosa decine di migliaia di abitanti cristiani della città. La moltitudine di cristiani fuggiti da Qaraqosh ha trovato in gran parte rifugio nell’area di Erbil. E in altre zone del Kurdistan iracheno, sottolinea l’agenzia missionaria vaticana. La liberazione di Qaraqush dalle milizie jihadiste è avvenuta nell’ottobre 2016. Da allora non hanno ottenuto i risultati sperati le iniziative e gli appelli. Volti a favorire il ritorno dei cristiani di Qaraqosh alle proprie case.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.