Trump grazierà 100 persone il 19 gennaio, ma non se stesso

Uno dei primi atti di Joe Biden appena insediato sarà quello di cancellare il permesso per la realizzazione dell'oleodotto Keystone XL

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:39

Donald Trump è pronto a concedere la grazia e a commutare la pena a circa 100 persone alla vigilia del suo addio alla Casa Bianca. Lo riporta la Cnn. Nella lista delle persone a cui verrà concesso il perdono presidenziale ci sono colletti bianchi condannati per reati penali, rapper di alto profilo e vecchi amici e alleati come Steve Bannon o Rudolph Giuliani.

Tra le voci delle scorse settimane anche la possibilità della grazia preventiva ai membri della sua famiglia. Ma, nella lunga lista, non dovrebbe comparire anche il suo nome. Molte le voci nelle ultime settimane sulla possibilità che Trump possa graziare preventivamente se stesso. Voci che dunque sembrerebbe non avessero fondamento.

Biden valuta condivisione informazioni top secret con Trump

Joe Biden una volta insediato alla Casa Bianca si atterrà alla raccomandazione dei suoi consiglieri di intelligence per decidere se condividere con Trump le informazioni classificate come top secret. Lo afferma il futuro capo dello staff della Casa Bianca, Ron Klain, commentando le parole del vicedirettore dell’intelligence nazionale Sue Gordon. Quest’ultima si è detta contraria a continuare a fornire informazioni a Trump una volta terminata la sua presidenza.

Pronto decreto Biden per stop a oleodotto Keystone

Intanto, uno dei primi atti di Biden appena insediato sarà quello di cancellare il permesso per la realizzazione dell’oleodotto Keystone XL.

Il Keystone XL è un’opera lunga quasi duemila chilometri che dovrebbe trasportare a regime circa 830 mila barili di petrolio al giorno, trasportandolo dalla regione di Alberta in Canada negli Stati Uniti attraverso il Montana, il South Dakota e il Nebraska.

Chi da sempre si oppone al Keystone XL la ritiene una infrastruttura dannosa sia dal punto di vista ambientale che culturale. L’autorizzazione per la controversa opera, che attraversa alcuni territori considerati sacri dai nativi americani, era stata concessa da Donald Trump nel 2017 dopo che il predecessore Barack Obama l’aveva bloccata nel 2015.

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