Mafia nell’Agrigentino, in cella fiancheggiatori di Brusca e politici

Tra i 12 arrestati figurano anche appartenenti alla famiglia Stiddara che uccise barbaramente il Giudice Rosario Livatino e politici locali

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:25
Livatino
Il giudice Rosario Angelo Livatino (Canicattì, 3 ottobre 1952 – Agrigento, 21 settembre 1990)

I carabinieri del comando provinciale di Agrigento, dall’alba, fra Licata, Palma e Favara stanno eseguendo 35 provvedimenti cautelari di cui 12 arresti in carcere per il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso.

L’operazione è coordinata dalla Dda di Palermo. L’accusa per gli indagati è di essersi avvalsi della forza di intimidazione del vincolo associativo e delle condizioni di assoggettamento ed omertà che ne derivano per commettere gravi delitti, acquisire la gestione o il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici e procurare voti eleggendo propri rappresentanti in occasione delle consultazioni elettorali.

Giudice Livatino

Tra gli arrestati figurano fiancheggiatori di Giovanni Brusca, appartenenti alla famiglia Stiddara che uccise barbaramente il 21 settembre 1990 il giudice Rosario Livatino, e politici locali.

Fra i destinatari delle misure cautelari, richieste dalla Dda di Palermo ed eseguite dai carabinieri del reparto Operativo del comando provinciale di Agrigento, scrive Ansa, c’è anche un consigliere comunale di Palma di Montechiaro (Ag).

L’operazione antimafia, denominata “Oro bianco”, è stata effettuata con l’impiego di oltre 200 unità dell’Arma territoriale, dello squadrone Cacciatori, dei nuclei cinofili ed elicotteri.

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