Recovery: Cdm, piano da 210 mld, Italia Viva si astiene

Dopo circa 4 ore di lavori, il Consiglio dei ministri ha approvato oggi la proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:38

Il Consiglio dei ministri questa notte ha dato il via libera al Recovery plan quasi all’unanimità. Mancano solo i voti di Elena Bonetti e Teresa Bellanova, cioè le due ministre d’Italia viva, che avevano annunciato al resto del governo l’intenzione di astenersi.

Mentre a Palazzo Chigi era iniziato da pochi minuti il Consiglio dei ministri sul Recovery plan, Matteo Renzi aveva infatti anticipato in diretta televisiva: “Chiederemo il Mes: se diranno sì al Mes, votiamo a favore, se diranno no, ci asteniamo”.

Circa un’ora e mezza dopo ecco che Bonetti e Bellanova, hanno annunciato l’astensione. Durante il Cdm, ci sarebbe stata infatti una discussione sul ricorso al Mes e una viva polemica di Iv sui fondi per la famiglia, quindi l’annuncio delle ministre Elena Bonetti e Teresa Bellanova. “Se è così, allora noi il piano non lo votiamo..”, le parole della capo delegazione di Iv. Intanto, un ministro presente al confronto ha parlato all’Adnkronos di un clima “da requiem” in Cdm.

Governo in bilico

Il governo sembra quindi sempre più in bilico. In serata, scrive Adn Kronos, prima dell’annuncio in Cdm, ecco arrivare l’intervento di Matteo Renzi a Cartabianca: “E’ già pronto un esecutivo Conte-Mastella”. Per Renzi infatti il premier avrebbe “già l’accordo, i numeri per il nuovo esecutivo”. “Domani decidiamo se uscire”, ha spiegato il leader di Italia Viva. E ancora: “Invece di parlare con noi Conte ha scelto di andare in Parlamento”. Per il leader Iv il rimpasto ” è un racconto fatto dai media ma è falso. Quando dicono che Renzi fa tutto per un ministro in più, io rispondo con la verità ma veline di palazzo Chigi sapientemente imbeccate” dicono il falso “tanto che stiamo ragionando di dimissioni e non di rimpasto”.

Piano Nazionale di ripresa e resilienza

Il Consiglio dei ministri si è riunito martedì 12 gennaio 2021, alle ore 22.15, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro.

Dopo circa 4 ore di lavori, il Consiglio dei ministri ha approvato la proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che sarà inviata alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica al fine di acquisirne le valutazioni. La bozza del piano è leggermente cambiata rispetto alla versione inviata ieri ai ministri, il testo è infatti passato da 171 a 160 pagine ma non ci sarebbero modifiche sostanziali del Pnrr.

Il Piano dovrà dare attuazione, nel nostro Paese, al programma Next Generation EU, varato dall’Unione europea per integrare il Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 alla luce delle conseguenze economiche e sociali della pandemia da COVID-19.

L’azione di rilancio del Paese delineata dal Piano è guidata da obiettivi di policy e interventi connessi ai tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale.

Il Piano consente di affrontare, in modo radicale, le profonde trasformazioni imposte dalla duplice transizione, ecologica e digitale, una sfida che richiede una forte collaborazione fra pubblico e privato. Inoltre, attraverso un approccio integrato e orizzontale, si mira al rafforzamento del ruolo della donna e al contrasto alle discriminazioni di genere, all’accrescimento delle competenze, della capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani, al riequilibrio territoriale e allo sviluppo del Mezzogiorno.

Le risorse complessivamente allocate nelle sei missioni del Piano nazionale di rilancio e resilienza sono pari a circa 210 miliardi di euro. Lo si legge nel comunicato stampa del Cdm. Di questi, viene spiegato, 144,2 miliardi finanziano “nuovi progetti” mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a “progetti in essere” che “riceveranno, grazie alla loro collocazione all’interno del Pnrr, una significativa accelerazione dei profili temporali di realizzazione e quindi di spesa”.

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