Congo: i ribelli negano l’attacco all’ambasciatore italiano

Presidenza congolese: "Sono stati i rapitori a uccidere l'ambasciatore e il carabiniere". Tshisekedi invia una lettera personale a Draghi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:56

Le “Forze Democratiche per la liberazione del Ruanda” (FDLR) hanno negato di essere responsabili per l’uccisione avvenuta ieri nella Repubblica Democratica del Congo dell’ambasciatore italiano, Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista del Pam, Mustapha Milambo. Lo riferisce il sito Actualite.cd citando una dichiarazione del gruppo ribelle che peraltro – scrive Ansa – aveva già negato di aver compiuto un attacco che gli viene comunemente ascritto, quello nell’aprile scorso in cui morirono 17 persone tra cui 12 rangers del parco nazionale Virunga.

“Attanasio e Iacovacci uccisi da rapitori”

Secondo un comunicato della presidenza congolese sono stati i rapitori a uccidere l’ambasciatore e il carabiniere, sparando loro a bruciapelo. “Allertate, le Ecoguardie e le Fardc”, le Forze armate congolesi, “si sono messe alle calcagna del nemico. A 500 metri, i rapitori hanno tirato da distanza ravvicinata sulla guardia del corpo, deceduta sul posto, e sull’ambasciatore, ferendolo all’addome”, si afferma nel comunicato riportato dal sito Cas-Info.

E’ durata un’ora l’agonia dell’ambasciatore Attanasio: “quest’ultimo è morto per le ferite, un’ora più tardi, all’ospedale della Monusco di Goma”, precisa il comunicato della presidenza congolese.

I rapitori avevano cinque kalashnikov

I rapitori erano armati con cinque fucili automatici modello Kalashnikov e un machete, specifica il comunicato della presidenza della Repubblica democratica del Congo.

“Gli assalitori, sei di numero e muniti di cinque armi di tipo Ak47 come anche di un machete”, hanno esploso “tiri di avvertimento prima di obbligare gli occupanti dei veicoli a scendere e seguirli nel fitto del parco, dopo aver abbattuto uno degli autisti al fine di creare il panico”, riferisce il comunicato.

Un’inchiesta è già in corso al fine di chiarire le circostanze, le responsabilità e di intraprendere azioni repressive afferenti a questa tragedia”, conclude il comunicato.

Oggi l’emissario di Tshisekedi a Roma

Intanto oggi il capo di Stato congolese Félix Antoine Tshisekedi ha inviato a Roma un “suo emissario per portare una lettera personale al presidente del Consiglio italiano” Mario Draghi. Lo scrive il sito Cas-Info sintetizzando un comunicato della presidenza della Repubblica democratica del Congo sull’uccisione dell’ambasciatore e del carabiniere.

Nel video, un testimone racconta a Euro News cosa è accaduto durante l’assalto al convoglio su cui viaggiava l’ambasciatore italiano.

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