Cisgiordania: 2 morti nel campo profughi di Jenin in scontri con l’esercito israeliano

Un giovane israeliano è stato accoltellato ad una fermata dell'autobus a Neve Daniel, insediamento ebraico in Cisgiordania, vicino Betlemme

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:43

Due palestinesi – e non tre, come inizialmente si pensava – sono stati uccisi questa mattina nel campo profughi di Jenin, nel nord della Cisgiordania, in scontri con l’esercito israeliano. Lo ha detto il ministero della Sanità palestinese che ha aggiornato il bilancio aggiungendo che i feriti sono 14, dei quali tre versano in gravi condizioni. Gli incidenti sono avvenuti durante una operazione di arresti nel luogo condotta dall’esercito di Israele. Gli arresti – secondo fonte israeliana – sono collegati all’attentato di Bnei Brak che lo scorso 29 marzo ha causato cinque morti.

Cisgiordania: israeliano assalito a coltellate

Sempre questa mattina, un giovane israeliano è stato accoltellato ad una fermata dell’autobus a Neve Daniel, insediamento ebraico in Cisgiordania, vicino Betlemme. Lo riferisce il portavoce militare secondo cui le condizioni del giovane non sono gravi. L’attentatore, ha proseguito la stessa fonte, è stato “neutralizzato” dalla polizia israeliana ed è in gravi condizioni.

L’attentato di Bnei Brack

Si riaccende l’escalation di violenza in Cisgiordania. Lo scorso 29 marzo un uomo in motocicletta ha sparato e ucciso almeno cinque persone in Israele a Bnei Brak, una città ortodossa vicino Tel Aviv. Un ferito è in gravi condizioni. Secondo quanto riportato da Repubblica, l’uomo ha iniziato a sparare alle 8 di sera, colpendo all’inizio un automobilista e due passanti che si trovavano sul marciapiede vicino. Poi ha ucciso una quarta persona in una strada poco distante, mentre un agente veniva portato in ospedale in gravi condizioni. Alla fine anche l’aggressore è stato ucciso, in un terzo punto della città. Secondo fonti israeliane si trattava di un palestinese di 27 anni che viveva in Cisgiordania, aveva trascorso sei mesi in prigione in passato per attività terroristica e vendita clandestina di armi e aveva lavorato senza permesso in un cantiere edile a Bnei Brak.

Anche il leader palestinese Abu Mazen ha condannato l’attentato contro civili inermi. Questo di Bnei Brak è il terzo attentato contro cittadini israeliani in una settimana. Undici in tutto le vittime.

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