Appello dei vescovi per la scuola: “A rischio le paritarie”

Per gli istituti non statali la pandemia minaccia di trasformarsi in un tracollo a danno del Paese. Sos della presidenza Cei

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:52
Una classe scolastica vuota

“Le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico, caratterizzato da un progetto educativo e da un programma formativo perseguiti con dedizione e professionalità”, ribadisce la Cei. La presidenza della Conferenza episcopale italiana torna a rilanciare la forte preoccupazione espressa in queste settimane da genitori, alunni e docenti delle scuole paritarie, a fronte di una situazione economica che ne sta ponendo a rischio la stessa sopravvivenza.

Forme di sostegno

Scrive la presidenza dell’episcopato: “Le forme di sostegno poste in essere dal decreto Rilancio (in relazione alla riduzione o al
mancato versamento delle rette, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza, a seguito delle misure adottate per contrastare la pandemia) ammontano a 65 milioni per le istituzioni scolastiche dell’infanzia e a 40 milioni per le scuole primarie e secondarie, a fronte di un miliardo e mezzo destinato alla scuola tutta“. Si tratta, sottolinea la Cei, di “un passo dal valore innanzitutto culturale, rispetto al quale si chiede al governo e al Parlamento di impegnarsi ulteriormente per assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadro democratico“. Tra l’altro, “le scuole paritarie permettono al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7.000 euro ad alunno: indebolirle significherebbe dover affrontare come collettività un aggravio di diversi miliardi di euro“, avvertono i vescovi.

Borse di studio

Come presidenza della Cei “chiediamo con forza che non si continuino a fare sperequazioni di trattamento, riconoscendo il valore costituito dalla rete delle paritarie. A nostra volta, stiamo verificando la possibilità di contribuire a sostenere alcune migliaia di studenti della scuola paritaria secondaria di primo e secondo grado: un aiuto straordinario alle famiglie più in difficoltà, da imputarsi al bilancio Cei del 2020“. Si tratterebbe di “circa 20 mila borse di studio, che agevolino l’iscrizione al prossimo anno scolastico, a tutela, per quanto possibile, di un patrimonio educativo e culturale unico. Uniamo le forze, già in vista dell’imminente passaggio parlamentare, per non far venir meno un’esperienza che trova cittadinanza in ogni Paese europeo, mentre in Italia sconta ancora pregiudizi che non hanno alcuna ragion d’essere”.

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