Alluvione nelle Marche: le storie delle vittime e dei dispersi

Delle 10 vittime dell’alluvione nelle Marche, solo 7 al momento sono state identificate con certezza. Tre i dispersi, tra i quali il piccolo Mattia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:29

Dieci le vittime dell’alluvione nelle Marche, tre i dispersi. Lo conferma la Prefettura di Ancona. Cinque i morti ad Ostra: Fernando Olivi, 84 anni; Giuseppe Tisba e suo figlio Andrea di 65 e 25 anni; Diego Chiappetti, 52 anni; Mohamed Enaji, 42. A Ostra Vetere è morta Erina Fabi, 77 anni, annegata nella sua abitazione. Poi: Maria Luisa Sereni, ottantenne di Trecastelli, Gino Petrolati, 89 anni di Bettolelle; Noemi Bartolucci, di 17 anni, la cui madre è dispersa. Ripescato, infine, il corpo di un 80enne ancora da identificare.

Alcune delle vittime del nubifragio

Le vittime

Sulla morte di Giuseppe e Andrea Tisba, padre e figlio, ha scritto La Stampa. Il padre lavorava in un’azienda di bibite. È morto perché è sceso nei garage per salvare suo figlio Andrea che voleva portare fuori dal locale l’automobile durante la piena.

Diego Chiappetti, 52 anni, piccolo imprenditore — era titolare della “Nuova idrotermica”, ditta per la produzione di impianti di riscaldamento — è morto travolto dall’ondata di detriti trascinata dalla piena del Misa. E’ rimasto intrappolato nel garage, mentre cercava di mettere in qualche modo al sicuro l’automobile in un momento in cui probabilmente giovedì sera la situazione gli sembrava ancora sotto controllo. Invece, d’un tratto, acqua e fango lo hanno travolto senza lasciargli via di scampo.

È successo nello scantinato di una palazzina al civico 102 di via ex Arceviese, a Pianello di Ostra. Lo stesso stabile dove hanno perso la vita, nello stesso modo e probabilmente negli stessi attimi, anche il 65enne Giuseppe Tisba e suo figlio Andrea, 25 anni, pure loro scesi per cercare di mettere al riparo le auto.

Anche nonno Nando Olivi, 84 anni, è morto intrappolato dentro casa mentre il nipote chiedeva aiuto tramite Facebook. Il suo disperato appello perché qualcuno intervenisse lo aveva lanciato alle 21.36 di giovedì su Facebook: “Aiutatemi. Sono al civico 3 del Pianello di Ostra. C’è lo straripamento del fiume. L’acqua è al primo piano. Aiutate nonno Nando Olivi che è rimasto al piano terra. Correte!!”. Ma tutto si è svolto in pochi minuti e i Vigili del Fuoco non hanno fatto in tempo a trarlo in salvo.

Erina Febi, 75 anni, era in casa con il marito, la compagna del figlio e la nipotina quando la furia dell’acqua ha invaso l’appartamento, a Barbara. I tre parenti della vittima si sono salvati salendo al secondo piano; la donna si è attardata tentando di chiudere una finestra. Lì è stata investita dalla piena d’acqua, fango e tronchi trasportati dal fiume ed è perita.

Stessa sorte per Maria Luisa Sereni, 80 anni, morta — nel comune di Trecastelli, nell’Anconetano — nello scantinato zeppo d’acqua della palazzina in cui viveva.

Gino Petrolati, 89 anni di Bettolelle (Senigallia) è morto intrappolato nella sua auto. Dentro al mezzo è stato trovato il suo cadavere. L’identificazione al momento è probabile ma non certa, dunque il corpo risulta ancora tra i cadaveri da identificare.

A Ostra è stato recuperato il cadavere di Mohamed Enaji, 42 anni. Stava cercando di salvare la propria abitazione dal fango quando l’ondata l’ha colpito in pieno.

Infine, un altro corpo è stato ripescato nel fiume Esino, a Rosora (Ancona). Dovrebbe trattarsi di un’ottantenne del posto.

I tre dispersi

Tre i dispersi, oltre alle 10 vittime accertate dalla Procura di Ancona nella giornata di ieri. Si tratterebbe di un bambino, Mattia Luconi di 8 anni, della 56enne Brunella Chiù – madre di Noemi – e di un uomo di 47 anni di Arcevia ancora senza nome, la cui auto, una Opel Corsa, era già stata trovata dentro il fiume Misa dopo essere stata inghiottita dall’acqua: dell’uomo non si hanno più notizie dal quella sera. Le ricerche dei tre dispersi sono proseguite per tutta la notte. I vigili del fuoco stanno fornendo aiuti agli sfollati e a chi ha casa inagibile a causa dell’acqua e del fango.

Nello specifico: nella zona di Barbara i soccorritori stanno cercando Mattia inghiottito dal Nevola mentre si trovava con la madre sulla strada che collega Ripalta (Arcevia) e la Corinaldese; erano scesi dall’auto, travolta dall’ondata del fiume, ma la mamma Silvia Mereu, farmacista, poi recuperata e portata in ospedale, non era riuscita a trattenere il figlio per la forza dell’acqua.

Nella stessa area, si cerca Brunella Chiù che insieme al figlio 23enne Simone Bartolucci e alla figlia Noemi Bartolucci, 17 anni, era stata trascinata via dal Nevola mentre tentava di lasciare casa in auto. La madre è ancora dispersa. Noemi è stata identificata tra le 10 vittime.

Giovedì sera, quando è arrivata la bomba d’acqua e il fango era arrivato fino al primo piano del loro casolare in Contrada Coste hanno pensato di mettersi in salvo fuggendo da lì. Così sono usciti tutti: Brunella e Noemi sono salite sulla Bmw bianca della madre e lui sulla Bmw nera. Le due donne sono partite e l’onda, da dietro, le ha travolte. Mentre Simone è sceso per chiudere il garage. E in quel momento preciso la montagna di fango e acqua lo ha sommerso completamente (“ho nuotato sott’acqua”, racconta al Corriere della Sera) e poi sbattuto a metri di distanza, facendolo arrivare vicino a una pianta. E lui ci si è arrampicato fino in cima, salvandosi.

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