IN ATTESA DELL’OSCAR MORRICONE SI GODE IL “SUO” ASTEROIDE Il corpo celeste è stato scoperto nel 2005 e successivamente intitolato al compositore italiano

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Candidatura agli Oscar per Morricone

In attesa della notte degli Oscar, prevista per il 28 febbraio, anche l’Unione astrofila italiana (Uai) caldeggia la candidatura di Ennio Morricone, ricordando la storia dell’asteroide a lui dedicato. 152188-Morricone (questo il suo nome) appartiene alla fascia principale tra Marte e Giove, impiega 4,2 anni a compiere un’orbita, ha un diametro di circa 2 km e può essere osservato anche con telescopi da 30/40 cm.

Il corpo celeste, prima di essere ufficialmente intitolato al musicista in riconoscimento della sua intensa attività di compositore musicale da parte del Minor Planet Center, era designato come asteroide 2005QP51. A scoprirlo sono stati Franco Mallia e Alain Maury grazie alle osservazioni compiute dall’€™Osservatorio Astronomico di Campo Catino, nel 2005.

L’ottantasettenne compositore italiano si è aggiudicato la nomination agli Oscar 2016 per le musiche del western del regista Quentin Tarantino dal titolo The Hateful Eight, nelle sale italiane dal 4 febbraio, ed è la prima volta il compositore italiano firma la colonna sonora di un intero film di Tarantino.

Morricone ha già vinto il Golden Globe, premio ella stampa estera a Hollywood, sempre per la musica di The Hateful Eight, sbaragliando la concorrenza straniera.

E’ proprio Tarantino in occasione dei Globes a esprimere la più grande ammirazione per il Maestro, dicendo: “Per quel che mi riguarda Morricone è il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che è la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert”. Di questi giorni la polemica sollevata da un noto gruppo italiano su Facebook, secondo cui il Maestro avrebbe copiato alcuni accordi, viene da augurarsi che l’Italia riesca a dimostrare orgoglio per un successo internazionale così rilevante, che speriamo sia completato dall’Oscar, senza lasciarsi andare ai soliti particolarismi, sempre fuori luogo.

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