DEBITO ARGENTINO: VICINO L’ACCORDO CON I FONDI AMERICANI Il mediatore Daniel Pollack ha definito la proposta di Baires agli Usa una “svolta storica” nelle trattative

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DANIEL POLLACK

Ancora segnali positivi per Buenos Aires sul fronte hedge-fund. L’Argentina aveva proposto un accordo sui Tango bond anche agli hedge fund americani – che hanno in portafoglio obbligazioni coinvolte dal default del debito risalente al 2001- il 6 febbraio scorso. Il segretario del Tesoro Usa, Jack Lew – in una telefonata con il collega argentino Alfonso Prat-Gay – ha sottolineato gli “sforzi in buona fede” fatti dal governo di Mauricio Macri che, sin dall’inizio del suo insediamento, non ha mai nascosto il desiderio di chiudere una volta per sempre la partita. Al centro della telefonata di ieri la proposta avanzata da Buenos Aires che prevede il pagamento di 6,7 mld di dollari invece dei 9 stabiliti dalla sentenza del giudice Thomas Griesa.

Il mediatore Daniel Pollack ha definito la proposta una “svolta storica” nelle trattative.
“E’ la prima volta in 15 anni che avanziamo una proposta”, ha sottolineato il segretario alle Finanze Luis Caputo secondo quanto riferisce il quotidiano Clarina. Con un taglio solo del 25%, l’offerta argentina punta a chiudere la controversia in corso da anni con i fondi statunitensi che avevano respinto le due ristrutturazioni proposte da Buenos Aires nel 2005 e nel 2010. Alcuni di questi hedge fund, nel 2014, si sono visti riconoscere dalla Corte suprema Usa un risarcimento da ben 1,3 miliardi. E nel luglio dello stesso anno il mancato accordo sul pagamento aveva fatto scattare il secondo default in tredici anni. Tutte valide motivazioni, secondo il presidente Macri, per trovare quanto prima un accordo definitivo aquindici anni dal disastro del Crack argentino.

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