YEMEN, RAZZO COLPISCE UN OSPEDALE DI MSF: MORTI 4 OPERATORI Si tratta del terzo "incidente" capitato alle strutture sanitarie gestite dalla onlus internazionale

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Un razzo ha colpito un ospedale yemenita gestito dalla ong internazionale Medici senza Frontiere (MsF). L’organizzazione umanitaria, tramite comunico stampa, ha fatto sapere che l’esplosione ha causato almeno 4 morti oltre a una decina di feriti, alcuni gravi. Nella nota si legge che tre dei feriti appartengono allo staff della ong e due di loro sono in condizioni critiche, mentre il numero delle vittime potrebbe aumentare perché ci potrebbero essere persone intrappolate sotto le macerie. Dopo il bombardamento, tutto il personale e i pazienti sono stati evacuati e trasferiti in un’altra clinica della stessa zona.

L’attacco è avvenuto contro l’ospedale Shiara, nel distretto di Razeh nella provincia di Saada, alla frontiera con l’Arabia Saudita. La zona è il principale feudo dei ribelli sciiti houthi e Msf vi opera dal novembre 2015. L’ong ha detto di non poter attribuire la responsabilità dell’attacco, specificando che sia la coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita, sia i ribelli houthi, conoscono le coordinate Gps dei centri medici gestiti dagli operatori umanitari esteri.

Negli ultimi mesi, almeno altre due delle strutture di MsF sono state colpite dai bombardamenti della coalizione anti houthi guidata dall’Arabia Saudita. Lo scorso 3 dicembre la coalizione aveva bombardato un ospedale della ong a Taiz, ferendo nove persone, due delle quali operatori di Msf. Prima ancora, a ottobre, un altro ospedale gestito sempre da Medici senza frontiere era stato distrutto in un bombardamento nel distretto di Haydan, nella provincia di Saada. In ottobre l’aviazione americana aveva invece bombardato per errore un ospedale di Msf a Kunduz, in Afghanistan.

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