UN CARTOON PER RICONOSCERE I SEGNALI PRECURSORI DELL’AUTISMO L'animazione ha per protagonista Jacob, un bambino di 4 anni affetto dalla sindrome di Kanner

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bimbo autistico

L’autismo (o sindrome di Kanner) è una malattia poco conosciuta da genitori e insegnanti ma che, presa per tempo, può migliorare significamene. Per tale motivo è di grande importanza conoscere e riconoscere i segnali precursori di questo disturbo neuro-psichiatrico che interessa la funzione cerebrale; la persona affetta da tale patologia esibisce un comportamento tipico caratterizzato da una marcata diminuzione dell’integrazione socio-relazionale e della comunicazione con gli altri ed un parallelo ritiro interiore. Attualmente, risultano ancora sconosciute le cause, ma le cure farmacologiche stanno facendo fare grandi progressi ai pazienti affetti.

Autism Speaks, una organizzazione che si batte per migliorare la vita di malati e familiari, ha lanciato una campagna per formare i genitori a riconoscere i segnali precoci di autismo e così avviare tempestivamente una diagnosi e un supporto. L’associazione, in collaborazione con Ad Council e BBDO New York, ha scelto di utilizzare per la prima volta il linguaggio del cartoon e il punto di vista di un bambino di 4 anni affetto da autismo. Jacob, questo il nome del pupazzetto animato protagonista del cartoon, è un bimbo che non ama guardare negli occhi le altre persone, a cui le luci danno molto fastidio, che tende a ripetere alcuni gesti e che praticamente non parla. Nello spot parla anche il vero Jacob, un ragazzo autistico che descrive la sua vita quotidiana, con fatiche e vittorie. “Raccontare una storia dalla prospettiva di un bambino – ha spiegato Iz Feld, presidente di Autism Speaks – significa non solo informare i genitori sui campanelli di allarme e metterli in azione, ma anche promuovere una migliore comprensione dell’autismo fra la popolazione”.

In America la campagna “Learn the Signs” – riconosci i segnali – è stata lanciata nel 2006 e la pagina web dedicata indica con estremo dettaglio le tappe evolutive che ogni bambino dovrebbe raggiungere quasi mese per mese, segnalando i comportamenti che potrebbero essere campanelli d’allarme per l’autismo. Da quando la campagna è stata lanciata, si legge nel sito di Autism Speaks, la consapevolezza delle famiglie è significativamente aumentata: nel 2006 il 40% dei genitori era in grado di indicare almeno un segno di autismo. Oggi la percentuale è salita al 49. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention, oggi l’autismo viene diagnosticato in media a 4-5 anni, ma una diagnosi potrebbe già essere fatta a 18-24 mesi permettendo così di avviare un intervento in tempi precoci che porterebbe a risultati importanti.

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