GIOVEDÌ 05 SETTEMBRE 2019, 10:32, IN TERRIS

INFANZIA

Oltre un milione di bambini resta fuori dagli asili nido

Gli investimenti nel settore non sono sufficienti per portare il nostro paese ai parametri richiesti dall'Unione europea

LORENZO CIPOLLA
Facebook Twitter Copia Link Invia Scrivici
Bambini che giocano
Bambini che giocano
L'

Italia non è un paese che tratta bene i suoi bambini, specie se piccolissimi. Oltre al calo demografico che ha portato i nuovi nati sotto il mezzo milione dal 2015 in poi, c'è anche il problema che negli asili nido non c'è posto per tutti. Anzi, ne restano fuori un milione e 171mila circa (1,3 se contiamo tutti i servizi socio-educativi per l'infanzia). Questo quadro desolante lo ha dipinto l'Istituto nazionale di Statistica, Istat. Gli investimenti nel settore non sono sufficienti per portare il nostro paese ai parametri richiesti dall'Unione europea, e il divario non è solo fra l'Italia e l'estero ma anche tra il Nord e il Sud della Penisola, persino tra la città e la provincia. Così il settore pubblico s'indebolisce e cresce, anche se non di molto, quello privato. I comuni risparmiano, ma i loro servizi arretrano. A sopportare tutto questo peso sulle proprie spalle sono le donne. La quota rosa è quella più rappresentata nel settore, ma oltre la metà delle lavoratrici ha più di 40 anni e lamenta dolori alla schiena. Senza un avvicendamento con nuove assunzioni e un rinnovo del contratto collettivo nazionale, fa sapere Funzione pubblica Cgil nazionale, le condizioni di lavoro sono destinate a peggiorare. E con il loro il servizio, a danno dei più innocenti e indifesi.


Gli esclusi

C'è un'emergenza nel paese: troppi bambini non vanno all'asilo nido. In base ai dati 2016 raccolti dall'Istat, sul territorio italiano ci sono 1.492.020 bambini e bambine nella fascia d'età tra i zero e i tre anni per circa 354mila posti nei servizi educativi per l'infanzia in 13.147 strutture, 320.286 negli asili nido che corrispondo a 11.017 "nidi". Anche la persona più distratta e meno versata in matematica vede ad occhio che ne restano fuori quasi due milioni (1,71 milioni). Se già siamo un paese con molti disoccupati, specie tra le donne giovani, e in calo demografico, questi numeri - frutto di scelta genitoriali, del calo dell'offerta di servizi pubblici e dei costi più alti delle strutture private, scrive Fp Cgil - sono un forte disincentivo all'occupazione e alla natalità. Quale giovane donna cercherà un lavoro e vorrà fare una famiglia, se c'è il rischio che una cosa escluda l'altra? In Italia, se lavori, è molto difficile occuparsi dei figli, ancora di più se il servizio preposto non c'è (quasi) più.


Le differenze

Come in altri ambiti, anche in quello dei servizi socio-educativi per i più piccoli l'Italia non rispetta i parametri europei. Nel 2000 il Consiglio europeo aveva stabilito che entro il 2010 andava fornita quest'assistenza almeno al 33% dei bambini al di sotto dei tre anni. La media italiana è di nove punti percentuali sotto, ferma al 24%. Nel Nord Italia in realtà si 'sfora' verso l'alto, con l'esempio della Valle d'Aosta che copre un bacino d'utenza del 44,7%. Per poi precipitare al 7,6% della Campania. L'ampia forbice che separa l'Italia settentrionale e quella meridionale si osserva anche dal punto di vista dei conti. Ci sono due tipi di gestione degli asili nido. Quella diretta, da parte dei Comuni, e quella indiretta, dove il servizio è appaltato ai privati (che sono arrivati a sfiorare quasi la metà nel settore, il 48%). La prima è diminuita tra il 2012 e il 2016, passando da 1,6 miliardi di euro a 1,475, mentre è aumentata dal 17 al 20% tra il 2004 e il 2014 la compartecipazione delle famiglie alle spese di gestione. La differenza di costi a carico dei Comuni è notevole, la gestione diretta è una voce che pesa 8.798 euro all'anno per ogni bambino, con il passaggio a quella indiretta si abbatte il costo fino 4.480. Anche qui, il tasto dolente è appunto la differenza Nord-Sud: in Trentino la spesa pubblica media annua per un utente è di 2.209 euro, in Calabria 88 euro per ogni bambino. La necessità degli enti pubblici di risparmiare risorse ha certamente dato un mano ai nidi privati, che hanno acquisito quasi tremila nuovi iscritti in più fronte al calo di 6.500 iscrizioni negli asili a gestione diretta, passate dalle 99.700 del 2012 alle 93.200 di anni quattro anni dopo.


Chi ci lavora

Nel settore socio-educativo per l'infanzia lavoravano pressoché solo donne. Secondo Fp Cgil le lavoratrici sono 181.170, i lavoratori maschi duemila. Un dato da non sottovalutare è che il 68% di queste ha più di quarant'anni e deve passare molte ore a contatto con i bambini, tenendoli in braccio o chinandosi per prenderli, più volte al giorno. Una serie di sforzi ripetuti e costanti, che si fanno sentire sullo stato di salute. Molte infatti lamentano dolori fisici alla schiena per questi movimenti e piegamenti. La ricetta di Fp Cgil per migliorare e ampliare il servizio contiene anche e soprattutto l'ingrediente lavoro: vanno assunti 20mila nuovi docenti, giovani, da formare e professionalizzare, senza non limitarsi a un semplice turnover riempitivo. Ma per farlo serve il rinnovo del contratto nazionale di categoria.

Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 


Scrivi il tuo commento

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
Milano-Cortina 2026

Milano-Cortina 2026, un'occasione di sviluppo e inclusione

Investimenti importanti per l'appuntamento sportivo, con opere che dovranno essere fruibili a tutti i cittadini

Ecco dove si gioca la vera sfida al cambiamento climatico

"Alle nuove generazioni è affidato il futuro del pianeta, in cui sono evidenti i segni di uno sviluppo che...
Preghiera
EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus, a Padova scuola di preghiera da casa su YouTube

Alla Basilica di Assisi si è pregato oggi per la fine dell'epidemia
Sala parto
NASCITE

Troppo bisturi in sala parto. All'Italia il record Ue

Negli ultimi 15 anni è raddoppiato il numero dei bambini nati con parto cesareo (1 su 5 nel mondo, 1 su 4 in Italia)
Papa Francesco a Bari - Foto © Vatican Media
CHIESA IN USCITA

Il Papa: "La guerra è il fallimento di ogni progetto umano e divino"

Il Santo Padre al convegno "Mediterraneo frontiera di pace": "Non ci sono vie alternative al dialogo"

Chi riduce il cristianesimo a una regoletta

"Vogliamo pregare anche per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere...
L'EPIDEMIA

Coronavirus, Conte: "Il decreto legge è per tutelare la salute degli italiani"

Nel provvedimento misure per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica
ANNIVERSARIO

Ad Ancona due vie per il Papa che ha cambiato la storia

Nel capoluogo marchigiano saranno intitolate Largo San Giovanni Paolo II e Molo Wojtyla. Convegni e mostre nel centenario della...
L'EPIDEMIA

Mattarella: "Riconoscenza a quanti si impegnano per fronteggiare il coronavirus"

Un caso sospetto in Umbria. Conte: "Al lavoro senza sosta per reagire all'emergenza
L'EPIDEMIA

Le 10 regole per prevenire il contagio da coronavirus

I consigli del Ministero della Salute per cercare di contenere la diffusione del virus
PRECAUZIONI

La liturgia al tempo della pandemia

No alla stretta di mano per lo scambio della pace e all'ostia in bocca. Le diocesi di Piacenza e Vercelli adottano per le...
Sigarette
TOBACCO CONTROL SCALE 2019

Prevenzione del tabagismo: Italia 16esima in Ue

Primo il Regno Unito; all'ultimo posta la Germania e penultima la Svizzera
ECONOMIA

Coronavirus, il Fmi taglia il Pil mondiale

La direttrice Georgieva: "Guardiamo anche a scenari più preoccupanti"
I carabinieri alla ex fornace, Valle Aurelia, Roma
ROMA

Minorenni violenti: droga, risse e vandalismo, 19 denunce

Sono stati sorpresi all’interno della ex fornace Veschi a Valle Aurelia
TERREMOTO

Trema l'Emilia: scossa magnitudo 3.4 a Correggio

Al momento non si segnalano danni
EGITTO

Zaky, prolungata di 15 giorni la custodia cautelare

Sit-in all'Università della Calabria: "In lotta per Patrick"