Il cocomero pontino: un’eccellenza italiana tutta da scoprire

A Sabaudia, quest’anno la prima edizione del “Premio letterario cocomero pontino”.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:41
Fonte: ANSA

Pianta originaria dell’Africa Tropicale, appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee, il Cocomero, il cui nome deriva dal latino “citrullus vulgaris”, è il frutto estivo per eccellenza.

Una fetta di benessere: poche calorie e molte vitamine

È l’ideale quando si devono reintegrare i sali minerali perduti con la sudorazione. “È, infatti, il frutto che contiene più acqua: il 95 %, – come spiega il noto medico, docente di Fitoterapia all’Università di Pisa, Ciro Vestita – Ma si tratta di acqua biologica, purissima. In passato questa “riserva pura’ ha protetto la salute dei contadini del Sud che, in estate nei campi, potevano dissetarsi senza bere l’acqua dei pozzi di cisterna, uniche fonti idriche nei periodi di siccità. Ma si trattava di acque inquinate, poco salubri. L’anguria, con i 10-12 litri contenuti in un frutto era un salva-vita.”

È ricco di licopene , carotenoide antiossidante amico di cuore e arterie. Alimento ottimale nel caso di diete ipocaloriche: il suo apporto calorico è, infatti, limitato a sole 30 kcal per 100 g di polpa. Inoltre, essendo molto ricco in fibre, induce sazietà e, con l’azione degli steroli vegetali che vengono assorbiti dall’intestino al posto del colesterolo alimentare, si ottiene anche il vantaggio della diminuzione della colesterolemia. Il Cocomero è una buona sorgente di vitamina C che, con il potassio anch’esso presente, determina un’ottima sinergia da un punto di vista depurativo e detossificante.

La sua coltivazione nell’Agro Pontino

Già prima della seconda guerra mondiale veniva coltivato sulle pendici del monte Circeo, dove partire dagli anni ‘60 la sua coltura si è affermata definitivamente.
I produttori sono circa 400, impegnati nella coltivazione di 4.000 ettari, con una produzione media di 700 cocomeri a ettaro, che vengono esportati in Nord Europa e nell’Est. Entrato a far parte, dal 2019, dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) del Lazio, presto potrebbe vedersi riconoscere il marchio Igp (Indicazione geografica protetta).

L’idea del Premio Letterario

Claudio Filosa, presidente della cooperativa agricola “Latina Ortaggi”, è stato il fautore di un’iniziativa culturale senza precedenti: il “Premio letterario cocomero pontino” organizzato da Parco Nazionale del Circeo, Pro Loco di Sabaudia, Comune di Sabaudia e Unesco sezione provinciale, insieme alla collaborazione della Fondazione Cesaretti e le Cooperative agricole dell’Agro Pontino. Ieri sera, presso la cavea del Parco Nazionale del Circeo, a Sabaudia, si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori delle quattro sezioni: narrativa, poetica, video e fotografia, che hanno ricevuto in premio un quadro dell’artista Andrea Neri, opere tratte da un polittico dal titolo “Spore”. La giuria del premio era presieduta dallo scrittore Roberto Ippolito e formata da esponenti di rilievo del mondo della cultura e dell’informazione. La serata è stata condotta da Manuela Zennaro, giornalista de “La Repubblica”.

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