Cartabellotta: “Realistico l’obiettivo del 90% di copertura vaccinale. O finiamo come la Gran Bretagna”

Crisanti dello steso parere: "Arrivare al 90% di vaccinati over 12 con due dosi garantirebbe un equilibrio che con la terza dose potrebbe diventare buono, altrimenti c'è il rischio inglese"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:24
Nino Cartabellotta, Presidente Gimbe

Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, l’obiettivo della copertura vaccinale al 90% “è realistico, ma difficile da superare senza introdurre l’obbligo”. “Tutte le persone indecise credo si stiano convincendo – ha detto intervenendo a Radio Cusano Campus – poi c’è uno zoccolo duro stimabile al 10% su cui è molto difficile intervenire”.

“Le prime dosi di vaccino sono aumentate negli ultimi giorni, bisognerà vedere quanti altri si convinceranno”. Ma, per ora, ha aggiunto il presidente Gimbe, “il Green pass la spinta più immediata e visibile l’ha data sui tamponi”.

“Con 3,8 milioni di lavoratori senza vaccino anti Covid non era possibile soddisfare la domanda dei tamponi, nonostante lo sforzo enorme delle farmacie. E’ evidente che senza un adeguato potenziamento, non si è in grado di garantire questo servizio”.

Copertura vaccinale al 90%

Quanto all’obiettivo copertura vaccinale al 90%, “nella popolazione vaccinabile l’obiettivo è realistico – precisa Cartabellotta – ma credo sia difficile andare oltre a quella percentuale senza introdurre l’obbligo. Tutte le persone indecise credo si stiano convincendo, ma c’è uno zoccolo duro stimabile al 10% su cui è molto difficile intervenire in assenza di un obbligo vaccinale”.

Infine, rispetto al picco dei casi in Gran Bretagna, il problema, ricorda Cartabellotta, è che “lì sono state allentate tutte le misure e in questa fase della pandemia, nonostante la copertura vaccinale, non si possono abbandonare le misure di sanità pubblica. Noi tutto quello che abbiamo riaperto dal 25 aprile non lo abbiamo più richiuso grazie al fatto che, al fianco della vaccinazione, abbiamo mantenuto misure di sanità pubblica”.

Il picco in Gran Bretagna

La Gran Bretagna ha registrato ieri un nuovo balzo in avanti dei casi di Covid-19 con 45.140 in più in 24 aore, il numero più alto da metà luglio. I contagi restano così oltre quota 40mila per il quinto giorno consecutivo. Stabile invece, e sotto il livello di guardia, il totale dei ricoveri negli ospedali, fermi attorno a settemila, mentre i morti calano a 57 contro i 145 di sabato.

Crisanti: “Terza dose e mascherine o rischiamo numeri inglesi”

Secondo il professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova Andrea Crisanti “arrivare al 90% di vaccinati over 12 con due dosi garantirebbe un equilibrio che con la terza dose potrebbe diventare buono, altrimenti c’è il rischio inglese”. “Le cure sono palliative ed empiriche, tanto che si muore ancora di Covid – sottolinea il professore in un’intervista -. I vaccini evitano malattia grave, ospedalizzazione e morte”.

Iss: negli ultimi 30 giorni 1.377 casi tra i sanitari

Negli ultimi 30 giorni, sono stati 78.132 i contagi da Sars-Cov-2, di cui 1.377 tra gli operatori sanitari, il 25% in bambini e ragazzi tra 0 e 18 anni e 42% tra 19 e 50 anni. L’età media dei casi è 39 anni, sono stati i 979 i deceduti e 93.628 i guariti. A fare il punto sono i Dati della Sorveglianza integrata COVID-19 in Italia, elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e aggiornati al 17 ottobre. Dall’inizio della pandemia, invece, sono stati 4.716.467 i casi, di cui 144.400 tra gli operatori sanitari. L’età media è di 45 anni, ci sono stati un totale di 130.791 deceduti (pari al 2,8%) e 4.365.446 guariti.

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