I 4 primati dell’Evangeli Gaudium che devono ispirare la democrazia post-moderna

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L’età contemporanea viene descritta come quella in cui la modernità ha raggiunto il suo termine con la delegittimazione dei «grandi racconti» (grands récits), ovvero delle prospettive filosofiche e ideologiche che, a partire dall’Illuminismo, hanno ispirato e condizionato le credenze e i valori della cultura occidentale: il ‘racconto’ del processo di emancipazione degli individui dallo sfruttamento, quello del progresso come indefinito miglioramento delle condizioni di vita, quello della dialettica come legittimazione del sapere in una prospettiva assoluta. Non più legata ai grandi progetti, l’età post moderna si caratterizzerebbe piuttosto per la pluralità dei discorsi pragmatici che pretendono soltanto una validità strumentale e contingente. I temi della responsabilità per l’ambiente e della responsabilità per la fame nel mondo appaiono, oggi, quanto mai attuali.

Con la Carta di Milano, considerata l’eredità culturale di Expo Milano 2015, si è posto l’obiettivo di nutrire una popolazione in costante crescita, senza danneggiare l’ambiente, al fine di preservare le risorse anche per le generazioni future. La responsabilità verso la cura dell’ambiente rappresenta una sfida non solo sotto il profilo costituzionale ed economico, ma anche sotto il profilo filosofico-antropologico. Se infatti di fondo al tema ambientale vi è il riconoscimento delle leggi della natura, indipendenti dall’uomo, da conoscere e da rispettare, questo approccio dischiude la possibilità di intravedere per l’umano delle indicazioni naturali. La consapevolezza dell’uomo di essere limitato e condizionato proprio in quanto parte dell’ecosistema, da cui dipende per la propria sopravvivenza, può favorire, in continuità con una metodologia autenticamente ecologica, il riconoscimento di finalità, leggi e indicazioni per l’umanità intera.

La sfida posta dalla prospettiva della responsabilità ambientale è quella del riconoscimento dell’esistenza di finalità che compongono un’ecologia umana. Allo stesso tempo, per il bene dell’umanità intera, poiché una Nazione non può essere strumento di sopraffazione di un popolo sull’altro, ma, come insegnano gli stessi teorici della nazionalità, deve essere strumento di affermazione e di liberazione dei popoli, è necessario riconoscere le più ampie autonomie religiose, razziali, culturali, politiche ed economiche di ogni singola e pur minuscola unità etnica.

Fin dal primo anno di pontificato, Papa Francesco si distingue per la profondità con cui affronta le sfide reali della post-modernità, soprattutto su un piano culturale e antropologico, oltre che evangelico. In questa crisi della modernità, è importante che la cultura, intesa come progresso sociale e ricerca, continui ad essere il centro propulsivo della crescita civile ed economica. Il post-moderno esige un nuovo incontro tra valori spirituali e culturali.

La democrazia post-moderna, di fronte alla grave crisi che stiamo vivendo, si deve incardinare sulla base dei quattro primati dell’Evangelii Gaudium: il primato del tempo sullo spazio; il primato della realtà sull’idea; il primato della poliedricità sull’uniformità; e il primato dell’unità sul conflitto.

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