MERCOLEDÌ 26 DICEMBRE 2018, 12:40, IN TERRIS


VATICANO

"Santo Stefano ci indica la strada nelle relazioni"

Testo integrale dell'Angelus di Papa Francesco pronunciato oggi in piazza San Pietro

REDAZIONE
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Papa Francesco
Papa Francesco
"C

ari fratelli e sorelle, buongiorno. La gioia del Natale inonda ancora i nostri cuori, continua a risuonare il meraviglioso annuncio che Cristo è nato per noi e porta al mondo la pace. In questo clima di letizia celebriamo oggi la festa di Santo Stefano diacono e primo martire.

Potrebbe sembrare strano accostare la memoria di Santo Stefano alla nascita di Gesù perchè mette in contrasto la gioia di Betlemme e il dramma di Stefano, lapidato a Gerusalemme nella prima persecuzione contro la Chiesa nascente. In realtà non è così perchè il Bambino Gesù è il Figlio di Dio fattosi uomo che salverà l'umanità morendo in croce. Ora Lo contempliamo avvolto in fasce nel presepe, dopo la sua crocifissione sarà nuovamente avvolto da bende e deposto in un sepolcro.

Santo Stefano fu il primo a seguire le orme del Divino Maestro con il martirio; morì come Gesù affidando la vita a Dio e perdonando. Due atteggiamenti: affidava la propria vita a Dio e perdonava. Perdonava i suoi persecutori. Mentre veniva lapidato disse: 'Signore Gesù accogli il mio spirito'. Sono parole del tutto simili a quelle pronunciate da Gesù in croce: 'Padre, nelle tue mani consegno il Tuo spirito'.

L'atteggiamento di Stefano che imita fedelmente il gesto di Gesù è un invito rivolto a ciascuno di noi ad accogliere con fede dalle mani del Signore ciò che la vita ci riserva di positivo e anche di negativo. La nostra esistenza è segnata non solo dalle circostanze felici ma anche da momenti di difficoltà e smarrimento, ma la fiducia in Dio ci aiuta ad accogliere i momenti faticosi e a viverli come occasione di crescita nella fede e di costruzione di nuove relazioni con i fratelli. Si tratta di abbandonarsi nelle mani del Signore che sappiamo essere un Padre ricco di bontà verso i suoi figli.

Il secondo atteggiamento di Stefano con il quale ha imitato Gesù sulla croce è il perdono nel momento estremo; egli non maledice i suoi persecutori ma prega per loro. Piegò le ginocchia ed gridò a gran voce: 'Signore non imputare loro questo peccato'

Siamo chiamati a imparare da lui a perdonare. Perdonare sempre e non è facile farlo, tutti lo sappiamo. Il perdono allarga il cuore, genera condivisione, dona serenità e pace. Il protomartire Stefano ci indica la strada da percorrere nelle relazioni interpersonali ed in famiglia, nei luoghi di scuola, di lavoro, in parrocchia e nelle diverse comunità.

Sempre aperti al perdono. La logica del perdono e della misericordia sempre è vincente, sempre. Apre orizzonti di speranza ma il perdono si coltiva con la preghiera perchè non è facile perdonare. E la preghiera ci permette di tenere lo sguardo fisso su Gesù. Stefano è stato capace di perdonare i suoi uccisori perchè, pieno di spirito santo, fissava il cielo ed aveva gli occhi aperti su Dio. Dalla preghiera gli venne la forza di subire il martirio.

Dobbiamo pregare con insistenza lo Spirito Santo perchè infonda su di noi il dono della fortezza che guarisce le nostre paure, debolezze, piccolezze e allarga il cuore per perdonare. Perdonare sempre.

Invochiamo l'intercessione della Madonna e di Santo Stefano: la loro preghiera ci aiuti ad affidarci sempre a Dio, specalmente nei momenti difficili ci sostenga nel proposito di essere uomini e donne capaci di perdono".

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