Da Ur dei Caldei l’appello del Papa: “Convertire gli strumenti di odio in strumenti di pace”

Ancora una volta il Pontefice torna a ribadire l'importanza dello stop alle guerre, indicando come speranza per il futuro i giovani da educare alla fraternità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:23
© Vatican Media

Papa Francesco, da Ur dei Caldei, lancia un forte appello ai credenti di ogni religione perché convertano gli strumenti di odio in strumenti di pace. Sono le parole pronunciate nel corso del suo terzo discorso in occasione del viaggio apostolico in Iraq, fortemente voluto dal Santo Padre al quale, nonostante tutti i pericoli a cui sarebbe potuto andare incontro, non ha voluto rinunciare per non deludere i tanti fedeli che – a causa della pandemia – hanno potuto vederlo solo in video.

La profezia che non si è (ancora) avverata

Nel corso del suo discorso incentrato sulla costruzione della pace, Papa Francesco ha citato l’antica profezia contenuta nel libro di Isaia: “i popoli spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci”. Il Pontefice ha sottolineato che questa profezia non si è realizzata, anzi “spade e lance sono diventate missili e bombe”.

Ma chi crede in Dio, ha sottolineato il Pontefice, “non ha nemici da combattere. Ha un solo nemico da affrontare, che sta alla porta del cuore e bussa per entrare: è l’inimicizia. Mentre alcuni cercano di avere nemici più che di essere amici, mentre tanti cercano il proprio utile a discapito di altri, chi guarda le stelle delle promesse, chi segue le vie di Dio non può essere contro qualcuno, ma per tutti. Non può giustificare alcuna forma di imposizione, oppressione e prevaricazione, non può atteggiarsi in modo aggressivo”.

L’educazione dei giovani la via per il futuro

La soluzione, ha affermato Papa Francesco, è da affidare alle nuove generazioni. “Per andare avanti, abbiamo bisogno di fare insieme qualcosa di buono e di concreto”, ha detto, spiegando che è questa la via da seguire, “soprattutto per i giovani che non possono vedere i loro sogni stroncati dai conflitti del passato”. “È urgente educarli alla fraternità, educarli a guardare le stelle. È una vera e propria emergenza; sarà il vaccino più efficace per un domani di pace. Perché siete voi, cari giovani, il nostro presente e il nostro futuro!”.

No ai muri e alle armi

Nel suo discorso da Ur dei Caldei, Papa Francesco ha evidenziato come prendere le distanze dagli altri, il “si salvi chi può” saranno elementi che ben presto si tradurranno in “tutti contro tutti”. Dopo il forte appello di ieri, nel suo primo discorso in Iraq, quando aveva chiesto il tacere delle armi e lo stop alla loro diffusione ovunque, il Pontefice torna a ribadire con forza che non saranno i muri che erigiamo, il consumismo, la corsa ad arricchirsi che ci salveranno. “La via che il Cielo indica al nostro cammino è un’altra, è la via della pace. Essa chiede, soprattutto nella tempesta, di remare insieme dalla stessa  parte”.

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