Tumore al seno: il decalogo delle associazioni per migliorare cure

Il documento "Onconnext. Tumore al seno e oncologia territoriale, un binomio necessario" lancia dieci proposte per rinnovare i percorsi di diagnosi e cura delle donne con tumore al seno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:10

Il documento “Onconnext. Tumore al seno e oncologia territoriale, un binomio necessario” lancia dieci proposte per rinnovare i percorsi di diagnosi e cura delle donne con tumore al seno e consentire un’assistenza quanto più possibile vicino al loro luogo di vita. Il testo è stato sottoscritto dalle associazioni di pazienti e familiari: Andos onlus, Europa Donna Italia, Favo Donna, IncontraDonna onlus e Salute Donna onlus.

Il decalogo per migliorare le cure

Il documento, realizzato con il contributo non condizionato di Roche è stato presentato questa mattina alla Camera dei Deputati. Le dieci proposte comprendono: uno stretto coordinamento tra il Centro di senologia e le strutture territoriali; una figura di raccordo che segua la donna nei suoi spostamenti tra assistenza ospedaliera e sul territorio; l’attenzione alla multidisciplinarietà; la presenza nel percorso di cura delle associazioni dei pazienti; l’uso di terapie che consentano la ‘delocalizzazione’ del trattamento sul territorio.

Le proposte arrivano in un momento decisivo per il servizio sanitario con la riforma dell’assistenza territoriale inscritta nella missione 6 Salute del PNRR. Tra le priorità della riforma, è previsto infatti il rafforzamento dell’offerta territoriale con nuove strutture e modelli di intervento che puntino sulla prossimità delle cure.

“Siamo fortemente convinte – commentano su Ansa le associazioni firmatarie di Onconnext – che un nuovo modello di assistenza per la paziente con tumore al seno non possa prescindere da un ripensamento dell’assistenza territoriale che, in stretta connessione con il centro di senologia, possa garantire prossimità di cure e quindi una migliore qualità di vita. Occorre però che questo processo parta appunto dal dialogo e dal confronto con chi quotidianamente affronta le sfide dalla malattia”, concludono le associazioni.

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