Strage suprematista a Buffalo: si indaga per crimine d’odio

Un suprematista diciottenne ha ucciso 10 persone in un supermercato di Buffalo. Polemiche per alcuni contenuti sui social

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:10
Buffalo sparatoria

L’incubo di Chirstchurch che si materializza nell’ordinarietà di un pomeriggio di Buffalo, nello Stato di New York. Tre persone ferite, dieci massacrate senza pietà. La maggior parte di etnia afroamericana. Un massacro firmato dalle armi e dalle deliranti motivazioni di un giovanissimo suprematista bianco, diciotto anni appena, che ha aperto il fuoco in un supermercato, dapprima all’esterno, per poi proseguire la strage fra le corsie prima di essere fermato dalle Forze dell’ordine. Il giovane ha agito in tuta mimetica, giubbotto antiproiettile e fucile semiautomatico alla mano. Il governatore dello Stato, Kathy Hochul, ha parlato di “un’esecuzione stile militare su innocenti che volevano solo fare la spesa”. L’assassino è già comparso in tribunale, dove in modo glaciale ha detto di riconoscere le accuse che gli vengono mosse.

Il killer di Buffalo

Si tratta di accuse pesantissime, chiaramente. Al momento si indaga per crimine d’odio, dettato dal razzismo e dal terrorismo. E dal filone d’inchiesta è già emerso del materiale agghiacciante, fra cui alcuni filmati della sparatoria trasmessi su Twitch (e successivamente sospesi). Altre immagini mostrano il fucile col quale il suprematista ha agito, contrassegnato dal numero 14 (possibile collegamento a uno slogan neonazista) e dalla scritta “nigger”. Successivamente, è emerso un manifesto di oltre 100 pagine nel quale il killer parlava del suo appoggio alla teoria cospirazionista del Great Replacement e della diminuzione della popolazione bianca negli Stati Uniti. Oltre che della necessità che i tassi di natalità dei bianchi cambino. Fornendo addirittura dei numeri relativi a una media di figli per donna. Il governatore di New York ha espresso una dura reprimenda sui controlli approssimativi dei social, che consentono di diffondere messaggi d’odio: “”Le piattaforme devono essere responsabili di monitorare e sorvegliare. Consapevoli, in casi come questo, di poter essere ritenute complici. Forse non legalmente ma almeno moralmente”.

Anche la scelta del supermercato non appare casuale. L’assassino ha agito nel quartiere di Buffalo più popolato da afroamericani, dove si è recato dopo un viaggio di ore in un’auto con armi a bordo e giubbotto antiproiettile indosso.

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