Premio Strega, bis storico per Sandro Veronesi

Lo scrittore fiorentino, con il suo "Il colibrì", trionfa per la seconda volta. In 74 edizioni c'era riuscito solo Paolo Volponi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:08

E’ Il colibrì (La nave di Teseo) che regala a Sandro Veronesi la doppietta al Premio Strega. Quattordici anni dopo la prima affermazione, con quel Caos calmo che sarebbe diventato un film di successo targato Grimaldi-Moretti, lo scrittore fiorentino bissa il successo con 200 voti, sufficienti per staccare La misura del tempo di Gianrico Carofiglio (Einaudi), fermo a 132. Nessuna grossa sorpresa, perlomeno durante la votazione, che ha visto la progressione pressoché netta di Veronesi verso il successo. Terzo posto per un’altra opera marcata Einaudi, Almarina di Valeria Parrella, che ambienta la sua storia nel carcere campano di Nisida. Quarta e quinta piazza, rispettivamente, per Gian Arturo Ferrari con Ragazzo italiano (Feltrinelli), e Daniele Mencarelli, vincitore dello Strega Giovani e a due lunghezze dal podio con Tutto chiede salvezza (Mondadori).

La dedica di Veronesi

Lungo l’elenco di dediche per Paolo Veronesi. “Sto pensando alla mia famiglia – ha detto dopo la vittoria -, ai miei figli, a mia moglie, ai miei fratelli. Sto pensando al mio editore, a Elisabetta Sgarbi, a Umberto Eco che è stato così generoso da fondarla questa casa editrice. Sto pensando agli amici che mi hanno sostenuto, che hanno votato il libro. Sto pensando all’uomo nuovo, che poi è una donna. A tutte le persone nuove che ci sono e a tutte le navi in mare”. Senza dubbio un bel risultato per lo scrittore di Firenze, che replica quanto riuscito, in passato, solo a Paolo Volponi. L’unico ad aggiudicarsi il premio per due volte (1965, con La macchina mondiale; 1991, con La strada per Roma).

Serata al Ninfeo

Un successo, quello per Veronesi, arrivato in una serata per certi versi storica, vista la reintroduzione della lavagna segnapunti sul balcone del Ninfeo, come accadeva nelle edizioni tra il ’53 e il ’63. “Solo l’amare, solo il conoscere conta – ha detto ancora Veronesi -, non l’aver amato, non l’aver conosciuto. La gente cambia, le persone cambiano. C’è un paesaggio diverso, nativi digitali che adesso leggono, che hanno un atteggiamento diverso e questo uno lo percepisce anche se qua dentro sembra che il tempo si sia fermato. Non mi ricordo nulla della prima volta, lo leggo sui libri che c’e’ stata una vittoria”.

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